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Ordinanza

Ordinanza n. 2538/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma: dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per l'Abruzzo sezione staccata di Pescara (Sezione Prima) n. 00062/2026, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202604705

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Abruzzo, sezione staccata di Pescara, che aveva accolto la domanda cautelare ai soli fini della sollecita fissazione dell’udienza di merito ex art. 55, comma 10, c.p.a.

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatore di telecomunicazioni)

Prevale il privato

La controversia

La società ha appellato l’ordinanza cautelare del TAR Abruzzo che, pur accogliendo la domanda cautelare, aveva disposto soltanto la sollecita fissazione dell’udienza di merito. La controversia riguarda l’installazione di un’antenna in un’area qualificata come area a fallimento di mercato. La questione decisiva concerne l’attualità di tale qualificazione. Il Consiglio di Stato ha rilevato che, allo stato, tale ricomprensione non può essere revocata in dubbio, in assenza di un’istanza di riesame della mappatura o di una sua impugnazione da parte dell’amministrazione comunale. Nel bilanciamento cautelare, la società ha inoltre dedotto il proprio interesse al completamento dell’opera, mentre non risultavano dedotti rischi per l’incolumità pubblica o per altri interessi rilevanti.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello e, riformando l’ordinanza cautelare del TAR, ha accolto l’istanza cautelare proposta in primo grado sospendendo l’efficacia dei provvedimenti impugnati. La decisione si fonda, sul piano del fumus, sulla persistente efficacia della qualificazione dell’area come area a fallimento di mercato, non essendo stata oggetto di riesame o impugnazione da parte del Comune; sul piano del bilanciamento degli interessi, sulla prevalenza dell’interesse della società al completamento dell’opera, in assenza di rischi dedotti per la pubblica incolumità o per altri interessi rilevanti. Le spese della fase cautelare d’appello sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare avverso l’ordinanza del TAR; il Consiglio di Stato ha deciso l’impugnazione cautelare.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    sollecita fissazione dell’udienza di trattazione del merito

    Consente, nell’ambito della tutela cautelare, di disporre la sollecita fissazione dell’udienza di merito; nel caso concreto il Consiglio di Stato ha riformato la misura meramente acceleratoria disposta dal TAR, concedendo la sospensione dell’efficacia degli atti impugnati.

Massime di principio

  • La qualificazione di un’area come area a fallimento di mercato resta rilevante ai fini cautelari finché non sia stata oggetto di riesame o di impugnazione da parte dell’amministrazione competente.
  • In sede cautelare, l’interesse dell’operatore al completamento di un’opera può prevalere nel bilanciamento con gli interessi pubblici quando non siano stati dedotti rischi per l’incolumità pubblica o per altri interessi rilevanti.
  • Quando il fumus deriva dalla persistente efficacia di una mappatura amministrativa non riesaminata né impugnata e il bilanciamento degli interessi è favorevole al ricorrente, il giudice d’appello cautelare può riformare una misura limitata alla sollecita fissazione del merito e sospendere direttamente l’efficacia dei provvedimenti impugnati.

Come è indicizzato

MaterieTelecomunicazioni e impianti radioTutela cautelareAppello
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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