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Sentenza

Sentenza n. 543/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento del silenzio illegittimamente serbato sull'atto di diffida notificato mezzo pec in data 19.09.2025, con il quale il ricorrente ha diffidato il Comune di Montoro a disporre la demolizione delle opere realizzate in assenza di titolo edilizio - ulteriori rispetto a quelle di cui al p.d.c. n. 19/2020, annullato dal Consiglio di Stato - ai sensi dell'art. 31 del D.P.R. n. 380/2001, ovvero per la declaratoria dell'obbligo della P.A. a provvedere sulla richiamata istanza con atto espresso e motivato.

Giustizia amministrativa202600048

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune di Montoro sulla diffida a disporre la demolizione di opere edilizie asseritamente realizzate senza titolo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario confinante)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha notificato al Comune, il 19 settembre 2025, una diffida volta a ottenere l'esercizio dei poteri di vigilanza edilizia ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001, con riferimento a una veranda in legno e vetro addossata alla costruzione principale e a un manufatto indipendente collocato nel giardino e collegato alla costruzione mediante pensilina. Ha dedotto l'illegittimità del silenzio comunale e ha chiesto la declaratoria dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere con atto espresso e motivato. La prima opera è stata prospettata come lesiva delle distanze legali. Nel corso del giudizio il Comune ha depositato un'ordinanza di demolizione relativa al ripristino dei luoghi conseguente all'annullamento, da parte del Consiglio di Stato, di un diverso permesso di costruire; il ricorrente ha evidenziato che tale ordinanza non riguardava le opere oggetto della diffida.

La decisione

Il TAR ha ritenuto che il deposito dell'ordinanza di demolizione n. 159 del 31 ottobre 2025 non facesse venir meno il silenzio sull'istanza del 19 settembre 2025, poiché l'ordinanza riguardava opere diverse da quelle indicate nella diffida. Ha quindi ordinato al Comune di Montoro di provvedere espressamente sull'istanza entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza. Per il caso di inottemperanza è stato nominato commissario ad acta il segretario comunale di Montoro, attivabile su semplice domanda della parte ricorrente, con compenso fissato in 800 euro oltre alle spese vive documentate. Le spese di lite sono state compensate in ragione della natura formale della decisione.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La disposizione è richiamata quale fondamento dei poteri di vigilanza edilizia e della richiesta di disporre la demolizione delle opere realizzate senza titolo; il TAR ha ordinato al Comune di pronunciarsi espressamente sull'istanza, senza sostituirsi all'amministrazione nella valutazione del merito repressivo.

Massime di principio

  • Quando un privato sollecita l'esercizio dei poteri di vigilanza edilizia mediante un'istanza puntuale e l'amministrazione non vi provvede, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione di adottare una determinazione espressa e motivata entro un termine prefissato.
  • La sopravvenuta adozione di un'ordinanza repressiva non elimina il silenzio sull'istanza se l'ordinanza riguarda opere diverse da quelle specificamente indicate nella richiesta del privato.
  • Nel giudizio avverso il silenzio, il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, attivabile dalla parte interessata in caso di inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneEffetto conformativo e riedizione del potereOttemperanza e commissario ad acta

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