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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 17635/2025 del 30/06/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Costanza ha impugnato la stima dell'indennità per l'occupazione temporanea di un fondo (lavori di adeguamento della SS 640), chiedendo la determinazione dell'indennità e il risarcimento per inutilizzabilità dell'area, deprezzamento, distruzione dei soprassuoli, imposizione di servitù di scolo e spese di smaltimento del materiale. L'opposizione era stata rigettata in appello perché il ricorrente aveva acquistato il fondo con patto di riservato dominio e, secondo la corte territoriale, non risultava titolare dell'indennità né legittimato a proporre opposizione alla stima.

La decisione

La Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondati i motivi: ha affermato che l'acquirente con patto di riservato dominio, pur diventando proprietario solo al pagamento integrale del prezzo, acquista immediatamente facoltà correlate al diritto dominicale (possesso, percezione dei frutti, assunzione dei rischi, potere di godimento) e pertanto rientra tra i soggetti 'interessati al pagamento dell'indennità'. Ne consegue la legittimazione dell'acquirente a proporre opposizione alla stima o domanda giudiziale di determinazione dell'indennità, in via concorrente e alternativa rispetto al venditore. La sentenza di merito è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'appello di Palermo.

Norme richiamate

  • d.P.R. 8 luglio 2001, n. 327, art. 34

    «l'indennità di esproprio spetta al proprietario del bene da espropriare ovvero all'enfiteuta, se ne sia anche possessore»; «dopo la trascrizione del decreto di esproprio o dell'atto di cessione, tutti i diritti relativi al bene espropriato possono essere fatti valere esclusivamente sull'indennità»; «salvo quanto previsto dall'art. 42..., il titolare di un diritto reale o personale sul bene non ha diritto ad un'indennità aggiuntiva, può far valere il suo diritto sull'indennità di esproprio e può proporre l'opposizione alla stima, ovvero intervenire nel giudizio promosso dal proprietario»

    La Corte ha richiamato l'art. 34 per sostenere che i titolari di diritti reali o personali sul bene (quali l'acquirente con riserva di proprietà) rientrano tra i soggetti che possono far valere il proprio diritto sull'indennità e proporre opposizione alla stima; l'indennità è unica ma azionabile dai diversi aventi titolo in concorso o conflitto

  • d.P.R. 8 luglio 2001, n. 327, art. 50

    L'art. 50, richiamato per disciplinare l'occupazione temporanea, non può essere interpretato in modo da escludere dall'opposizione chi abbia un diritto sostanziale sul bene pur non essendo formalmente proprietario (es. acquirente con riserva di proprietà)

  • d.P.R. 8 luglio 2001, n. 327, art. 54

    Stabilisce la legittimazione ad impugnare la determinazione dell'indennità (proprietario, promotore, 'terzo che ne abbia interesse'); la Corte applica tale principio anche all'occupazione temporanea e lo interpreta comprendente l'acquirente con riserva di proprietà tra i 'terzi interessati'

  • d.lgs. 1° settembre 2011, n. 150, art. 29

    La norma individua le parti del giudizio di opposizione alla stima (proprietario, autorità espropriante, promotore, beneficiario, eventualmente concessionario). La Corte ha ritenuto che la disposizione non impedisca comunque il riconoscimento della legittimazione all'acquirente con riserva di proprietà tra i soggetti interessati ad agire

  • Codice civile, art. 1523

    Richiamato per descrivere gli effetti del patto di riservato dominio: trasferimento della proprietà subordinato al pagamento dell'ultima rata; la Corte rileva che ciò non esclude l'immediato trasferimento delle facoltà di fatto e dei rischi al compratore

  • Legge 22 ottobre 1971, n. 865, art. 19

    Storico riferimento sulla legittimazione degli 'altri interessati al pagamento dell'indennità'; la giurisprudenza della Corte ha interpretato questa locuzione come comprensiva dei titolari di diritti reali sul bene

  • Legge 25 giugno 1865, n. 2359, artt. 27 e 52

    Riferimento storico al principio di unicità dell'indennità e alla disciplina originaria dei soggetti legittimati; utilizzata per ricostruire l'evoluzione normativa che ha portato all'ampliamento degli aventi diritto

  • r.d. 16 marzo 1942, n. 267, art. 73, comma secondo

    Richiamato per distinguere la vendita con riserva di proprietà dal preliminare: nella vendita con riserva l'effetto traslativo è vincolante tra le parti e il compratore assume i rischi dal momento della consegna

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo, art. 6, e Primo Protocollo, art. 1

    Richiamati nel ricorso per profili di tutela della proprietà; la Corte ha ritenuto non necessaria la declaratoria di incostituzionalità perché la questione è risolvibile per via di interpretazione delle norme interne

Massime di principio

  • L'acquirente di un immobile con patto di riservato dominio è legittimato, in quanto titolare di facoltà sostanziali sul bene (possesso, frutti, assunzione dei rischi), a proporre opposizione alla stima e a chiedere la determinazione giudiziale dell'indennità per espropriazione o occupazione temporanea, concorrendo con il venditore.
  • L'indennità per espropriazione/occupazione è un'entità unica ma può essere fatta valere da diversi soggetti titolari di diritti reali o pretese sul bene; pertanto soggetti diversi dal formale proprietario possono agire direttamente per contestarne l'ammontare.
  • Non sono legittimati a proporre opposizione alla stima i meri detentori a titolo di comodato, i possessori privi di un diritto reale consolidato o i soggetti che vantano solo aspettative contrattuali non traslative (es. alcuni preliminari), salvo che sussista un diritto reale o una posizione equipollente.
  • In casi simili è importante documentare la qualità soggettiva (contratto di vendita con riserva, consegna, assunzione dei rischi, percezione dei frutti, trascrizioni eventuali) per dimostrare la titolarità di un interesse reale sull'indennità e la legittimazione ad agire.
  • Le domande di risarcimento del danno derivante da attività materiale della P.A. possono porre profili di giurisdizione diversi (giudice ordinario per il risarcimento), mentre l'opposizione alla stima segue la disciplina speciale prevista per l'indennità; in ogni caso il soggetto interessato può proporre opposizione o intervenire nel giudizio previsto dalla normativa sugli espropri.
  • Quando più soggetti rivendicano diritti sull'immobile occupato/espropriato, le pretese vanno coordinate: ciascuno può agire per la propria tutela sull'indennità e, se del caso, concorrere alla distribuzione del complessivo rimedio risarcitorio.

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