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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22368/2026 del 17/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché proposto oltre il termine di 15 giorni dalla notificazione dell'ordinanza impugnata. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza della Corte di appello di Venezia del 22 ottobre 2025, con la quale era stata rigettata la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione. La Corte di cassazione ha però rilevato che il ricorso era stato proposto oltre il termine di 15 giorni dalla notificazione dell'ordinanza: la decisione risulta notificata il 15 dicembre 2025 e il ricorso è stato inviato via PEC il 17 gennaio 2026. Il motivo decisivo dell'inammissibilità è quindi la tardività dell'impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 610, comma 5-bis c.p.p.

    Il ricorso, essendo tardivo, deve essere trattato in sede camerale e dichiarato inammissibile, con le conseguenze economiche previste.

Massime di principio

  • L'impugnazione proposta oltre il termine perentorio stabilito dalla legge è inammissibile, a prescindere dalla fondatezza delle doglianze di merito.
  • Nei ricorsi avverso ordinanze in materia di riparazione per ingiusta detenzione, la verifica preliminare della tempestività è decisiva e assorbe ogni ulteriore esame.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, nei casi previsti, al versamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

Testo integrale

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