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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34015/2022 del 15/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per riparazione da ingiusta detenzione relativo al periodo di arresti domiciliari dal 7/10/2011 al 15/12/2011 per i reati di tentata estorsione e detenzione di arma clandestina. Il Marchì era stato poi assolto con sentenza irrevocabile del 23/10/2018. La Corte d'appello di Caltanissetta aveva rigettato la domanda ritenendo la sussistenza di colpa grave ostativa all'indennizzo, richiamando il rinvenimento, in sede di perquisizione, di cartucce calibro 12 identiche a quelle usate dall'autore della tentata estorsione e di una canna per pistola calibro 7,65 priva di matricola. Il ricorrente contestava che le cartucce fossero detenute legalmente in quanto titolare di porto d'armi, che la canna fosse un rottame non utilizzabile e che la lettera minatoria non fosse attribuibile a lui, sostenendo che tali elementi erano conoscibili al giudice della cautela e non giustificavano una valutazione di colpa grave.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha richiamato il principio secondo cui il giudizio per la riparazione dell'ingiusta detenzione è autonomo rispetto al giudizio penale di cognizione e che la condotta gravemente colposa ostativa all'indennizzo deve essere idonea a indurre in errore l'autorità giudiziaria quanto ai gravi indizi di reità con specifico riferimento ai reati che hanno fondato la misura cautelare. Ha ritenuto che, al momento dell'adozione della misura, gli elementi probatori (munizioni identiche a quelle rinvenute nel veicolo delle persone offese, la disponibilità delle chiavi del veicolo e la canna priva di matricola) delineassero un quadro indiziario suggestivo e fossero idonei a giustificare la misura cautelare e a giudicare la condotta del Marchì gravemente colposa. Pertanto il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese sostenute dal Ministero resistente.

Norme richiamate

  • Legge 110/1975

    La detenzione di una canna di pistola priva di matricola integra autonomamente il delitto previsto dalla normativa sulle armi (art. 23 legge 110/1975) e costituiva titolo cautelare indipendente al momento dell'adozione della misura.

  • Giurisprudenza Sez. 4, Sentenza n. 12228 del 10/01/2017 (Quaresima)

    Principio richiamato secondo cui il giudizio per la riparazione dell'ingiusta detenzione è autonomo rispetto al giudizio penale di cognizione e può giungere a conclusioni diverse sulla base dello stesso materiale probatorio.

  • Giurisprudenza Sez. 4, Sentenza n. 2619 del 07/11/2018 (Ahmetovic)

    Definizione del concetto di condotta gravemente colposa ostativa all'indennizzo: occorre che la condotta sia potenzialmente idonea a indurre in errore l'autorità giudiziaria circa la sussistenza di gravi indizi di reità relativi al reato che ha fondato la misura cautelare o ad altro materialmente o funzionalmente collegato.

Massime di principio

  • Il giudizio di riparazione per ingiusta detenzione è autonomo rispetto al giudizio penale di merito: l'assoluzione nel giudizio di cognizione non determina automaticamente il diritto all'indennizzo.
  • La condotta gravemente colposa che esclude l'indennizzo deve essere idonea a ingannare o a trarre in errore l'autorità giudiziaria in ordine ai gravi indizi di colpevolezza con riferimento ai reati che giustificano la misura cautelare.
  • La legittima detenzione di armi o munizioni (es. porto d'armi) non esclude automaticamente la rilevanza probatoria delle stesse quando vi sia collegamento materiale o logico con i fatti contestati (es. munizioni identiche trovate nel luogo collegato alla condotta intimidatoria).
  • Il rinvenimento di componenti di arma prive di matricola o di elementi che configurano reati specifici in materia di armi può costituire, in sé, un autonomo elemento idoneo a giustificare misure cautelari, anche se successivamente si verifica che il componente non era utilizzabile.
  • Per ottenere l'indennizzo chi reclama l'ingiusta detenzione deve non solo dimostrare l'assenza di responsabilità penale definitiva, ma anche l'assenza di comportamento gravemente colposo che abbia concorso a creare o rafforzare il convincimento dell'autorità giudiziaria.

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