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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35684/2023 del 25/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Revoca della misura alternativa dell'affidamento terapeutico nei confronti di Michele Luongo, disposta dal Tribunale di Sorveglianza di Brescia con decorrenza dal 20/11/2022, a motivo dell'interruzione del percorso terapeutico e dell'allontanamento dalla comunità rendendosi irreperibile. Il difensore ha impugnato per cassazione deducendo violazione di legge processuale: l'udienza camerale per la discussione della revoca è stata fissata e celebrata senza previa notificazione dell'avviso di fissazione al diretto interessato, il quale si trovava in stato di detenzione nella Casa circondariale di Milano; la notifica era stata eseguita solo al difensore di ufficio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che il Tribunale di Sorveglianza abbia celebrato l'udienza conoscendo lo stato di detenzione dell'interessato ma senza avergli notificato preventivamente l'avviso di fissazione dell'udienza. Tale omissione costituisce nullità assoluta del provvedimento conclusivo del procedimento secondo il combinato disposto degli artt. 178, comma 1 lett. c) e 179, comma 1 c.p.p. La Corte ha inoltre precisato che l'applicazione dell'art. 677, comma 2-bis, c.p.p. non può giustificare l'omessa notifica al detenuto, poiché quella disposizione riguarda i condannati non detenuti. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata e rinviata al Tribunale di Sorveglianza di Brescia per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 178 cod. proc. pen., comma primo lett. c)

    Individua le ipotesi di nullità; la Corte interpreta l'omessa notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza al detenuto come causa di nullità assoluta del provvedimento conclusivo

  • art. 179 cod. proc. pen., comma primo

    Collegato all'art. 178, conferma che l'omissione degli atti di comunicazione/notifica rilevanti comporta la nullità assoluta del provvedimento finale

  • art. 677 cod. proc. pen., comma 2-bis

    Previsione relativa all'avviso di fissazione dell'udienza; la Corte chiarisce che la norma trova applicazione nei confronti dei condannati non detenuti e quindi non giustifica l'omessa notifica al detenuto

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 21375/2023 (Coderoni); Sez. 1, n. 26791/2009 (Gallieri); Sez. 1, n. 16654/2013 (Virgilio)

    Rv. 284540 - 01; Rv. 244657; Rv. 255688 - 01

    La giurisprudenza consolidata afferma che l'omessa notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza camerale al diretto interessato determina la nullità assoluta del provvedimento di revoca della misura alternativa

Massime di principio

  • Quando il destinatario di una misura alternativa (es. affidamento terapeutico) si trova in stato di detenzione, la notifica personale dell'avviso di fissazione dell'udienza è obbligatoria: la sola notifica al difensore non è sufficiente a sanare la carenza.
  • L'omissione della notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza comporta nullità assoluta del provvedimento finale (revoca della misura), con conseguente annullamento e rinvio per nuovo giudizio.
  • L'art. 677, comma 2-bis, c.p.p. non può essere invocato per giustificare l'omessa notifica al detenuto, poiché la norma è riferita ai condannati non detenuti; pertanto verificare sempre l'applicabilità formale delle disposizioni invocate.
  • In casi simili è necessario che la difesa verifichi e, se necessario, deduca la nullità per mancata notifica quando il proprio assistito risulta detenuto; è utile depositare memorie o istanze preliminari per ottenere la sospensione dell'udienza fino a regolare notificazione.
  • Proceduralmente, se manca la notifica all'interessato, l'eventuale decisione deve essere impugnata per ottenere l'annullamento e il rinvio: i tribunali di merito devono riassumere il giudizio con nuova fissazione e preventiva comunicazione al detenuto.

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