Cassazione Penale, Ordinanza n. 08951/2025 del 04/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto non superabili in sede di legittimità le censure sulla motivazione, osservando che la doppia conforme di condanna aveva già accertato in modo coerente la qualità di amministratore di fatto dell'imputato al momento consumativo del reato. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello di Firenze che aveva confermato la condanna di primo grado per omessa dichiarazione in relazione all'anno d'imposta 2011, contestata con riferimento alla società SANSOVINO COSTRUZIONI s.r.l. Il ricorso deduceva vizio di motivazione, anche per travisamento, sostenendo che non fosse stata adeguatamente dimostrata la sua qualità di amministratore di diritto e di fatto della società e quindi la sua riferibilità soggettiva del fatto. La Corte di cassazione ha ritenuto decisivo il giudizio di "doppia conforme" sulla responsabilità, valorizzando gli elementi indicativi della qualifica di amministratore di fatto, in particolare la gestione dei rapporti con i fornitori e l'operazione di cessione dei macchinari e della strumentazione a una società riconducibile all'imputato subito dopo il passaggio delle quote a terzi, quale indice della permanenza della gestione effettiva in capo a lui.
Norme richiamate
La decisione presuppone la contestazione del reato di omessa dichiarazione per l'anno d'imposta 2011, richiamando implicitamente la norma incriminatrice quale base del capo d'imputazione.
In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende.
Massime di principio
- Nel giudizio di legittimità, quando vi è doppia conforme di condanna, il controllo sulla motivazione è particolarmente delimitato e le censure sono inammissibili se non evidenziano reali criticità logiche o giuridiche della decisione di merito.
- Ai fini del reato tributario di omessa dichiarazione, la qualità di amministratore di fatto può essere desunta da elementi sintomatici della gestione effettiva dell'impresa, quali il mantenimento dei rapporti con i fornitori e la disponibilità/gestione dei beni aziendali.
- La cessione formale delle quote societarie non esclude di per sé la persistenza della gestione sostanziale dell'impresa, se altri elementi fattuali dimostrano che l'operazione sia stata strumentale a mantenere il controllo effettivo della società.
- Quando il giudice di merito ha già fondato la condanna su un accertamento coerente della qualifica soggettiva rilevante, le doglianze che investono solo la diversa lettura del compendio probatorio tendono a essere respinte o dichiarate inammissibili in cassazione.
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