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Ordinanza

Ordinanza n. 14061/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento • del Provvedimento di Diniego di Visto per Lavoro Subordinato (REFUSAL OF VISA-D/ 7887/2025) emesso dall’Ambasciata d’Italia – New Delhi in data 15.12.2025, notificato in data 19.12.2025,con cui è stata dichiarata inammissibile l'istanza di visto a seguito della revoca del Nulla Osta al lavoro altamente qualificato (Carta Blu UE) precedentemente rilasciato in favore del ricorrente; • dell'atto presupposto di revoca del Nulla Osta S.U.I. n. P-NA/L/N/2025/134193, avvenuta in data 22.11.2025, come indicato nel succitato provvedimento di diniego, atto mai comunicato né al ricorrente né alla ditta datrice di lavoro; • di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale.

Giustizia amministrativa202603204

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto per lavoro subordinato e revoca del nulla osta al lavoro altamente qualificato (Carta Blu UE)

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di visto per lavoro subordinato altamente qualificato adottato dall'autorità consolare italiana, deducendo altresì l'illegittimità della presupposta revoca del nulla osta rilasciato dallo Sportello unico per l'immigrazione. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificati gli ulteriori motivi di legittimità dedotti contro gli atti impugnati. Dopo il passaggio in decisione, il Collegio ha rilevato seri dubbi preliminari sull'ammissibilità del ricorso, con riguardo alla conformità della procura alle liti ai criteri enunciati dall'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 11 del 2 ottobre 2025.

La decisione

Il TAR non ha definito la domanda di annullamento. Ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a., ha sottoposto alle parti l'unica questione relativa alla possibile non conformità della procura alle liti ai criteri indicati da Cons. Stato, Adunanza plenaria, 2 ottobre 2025, n. 11. Ha assegnato alle parti trenta giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa dell'ordinanza per depositare memorie sulla questione e ha rinviato la prosecuzione della trattazione alla camera di consiglio del 1 dicembre 2026. Ha inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Impone il contraddittorio sulle questioni rilevate d'ufficio dal giudice dopo il passaggio in decisione, consentendo alle parti di presentare osservazioni prima della definizione della controversia.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per la tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale, a sostegno dell'oscuramento dei dati identificativi.

  • Cons. Stato, Adunanza plenaria, 2 ottobre 2025, n. 11

    Individuata dal Collegio come precedente contenente i criteri rilevanti per valutare la conformità della procura alle liti; il contenuto specifico dei criteri non è riportato nell'ordinanza.

Massime di principio

  • Quando, dopo il passaggio in decisione, il giudice rileva d'ufficio una questione potenzialmente decisiva per l'ammissibilità del ricorso, deve sottoporla al contraddittorio delle parti ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a., assegnando un termine per il deposito di memorie prima di definire il giudizio.
  • La conformità della procura alle liti ai criteri enunciati da una precedente pronuncia dell'Adunanza plenaria può costituire una questione preliminare di ammissibilità del ricorso, da esaminare nel rispetto del contraddittorio quando sia rilevata d'ufficio dal Collegio.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrerePrincipio di diritto dell'Adunanza plenaria

Testo integrale

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