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Cassazione Penale, Ordinanza n. 18252/2026 del 21/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione è stato proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello che lo aveva condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorrente ha censurato il giudizio di responsabilità, il mancato riconoscimento della scriminante di cui all'art. 393-bis c.p., la determinazione della pena e in particolare l'aumento per continuazione, il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e il mancato riconoscimento dei benefici di legge. La Corte ha ritenuto i motivi inammissibili perché, in parte, non specificamente dedotti in appello e, in parte, meramente riproduttivi di doglianze già esaminate dai giudici di merito e finalizzati a sollecitare una rivalutazione del compendio probatorio e dei fatti; inoltre, le censure risultavano generiche e non si confrontavano con la motivazione della sentenza impugnata.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    indica il delitto per il quale è stata pronunciata la condanna impugnata, cioè resistenza a pubblico ufficiale.

  • art. 393-bis c.p.

    invocato dal ricorrente quale scriminante speciale, ma il motivo è stato ritenuto inammissibile.

  • art. 62-bis c.p.

    richiamato implicitamente attraverso il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.

  • art. 131-bis c.p.

    richiamato implicitamente attraverso la doglianza sulla particolare tenuità del fatto.

  • art. 81 c.p.

    richiamato implicitamente con riferimento all'aumento di pena per continuazione.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono ammissibili censure che riproducano pedissequamente questioni già esaminate dai giudici di merito senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata.
  • È inammissibile il motivo di ricorso che si risolva nella richiesta di una nuova valutazione del materiale probatorio o di una diversa ricostruzione del fatto, poiché tale attività è estranea al sindacato di legittimità.
  • Le doglianze non dedotte in appello non possono essere prospettate per la prima volta in cassazione, salvo che si tratti di questioni rilevabili d'ufficio nei limiti consentiti dal giudizio di legittimità.
  • La deduzione di scriminanti, attenuanti, particolare tenuità del fatto e benefici di legge deve essere sorretta da censure specifiche e pertinenti rispetto alla motivazione della decisione impugnata; in difetto, il motivo è generico e inammissibile.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, segue la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Come è indicizzato

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