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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22060/2023 del 24/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (giudice)

La controversia

Una titolare di azienda agricola aveva proposto davanti al Tribunale ordinario domanda di accertamento dell'illegittimità di una determina regionale che aveva disposto la revoca-decadenza di un contributo pubblico concesso nell'ambito del piano di sviluppo rurale 2007-2013. Il Tribunale di Tivoli aveva declinato la giurisdizione in favore del giudice amministrativo, ritenendo che la revoca fosse fondata anche sull'asserita inidoneità del certificato di agibilità, intesa come mancanza di un requisito iniziale di legittimità del contributo. Riassunta la causa, il TAR Lazio ha sollevato conflitto negativo di giurisdizione sostenendo che le contestazioni a base della revoca riguardavano in realtà inadempienze del beneficiario nella fase esecutiva del rapporto, e quindi posizioni di diritto soggettivo. In Cassazione si controverteva dunque se la lite appartenesse al giudice ordinario oppure al giudice amministrativo. La ricorrente in senso sostanziale non era costituita; il resistente pubblico non era costituito; la Procura generale chiedeva la giurisdizione ordinaria.

La decisione

La Corte di cassazione a Sezioni Unite ha dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario. Ha ritenuto che tutte le contestazioni poste a base della revoca-decadenza del contributo attengano a obblighi documentali ed esecutivi gravanti sul beneficiario, dunque a un inadempimento nella fase di esecuzione del rapporto agevolativo, e non a vizi originari del provvedimento di concessione tali da integrare esercizio di autotutela per illegittimità o contrasto originario con l'interesse pubblico. La controversia, anche se proposta per censurare la legittimità della revoca e la violazione di norme procedimentali e del legittimo affidamento, resta quindi devoluta al giudice ordinario. Nessuna pronuncia sulle spese per mancata attività difensiva.

Norme richiamate

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato solo implicitamente nella parte dedicata all'esame del ricorso e alla qualificazione delle posizioni soggettive; la decisione non ruota sul riparto dell'onere probatorio.

  • normativa regionale sul contributo pubblico e sul piano di sviluppo rurale 2007-2013

    Costituisce il quadro regolatorio degli obblighi documentali ed esecutivi cui era condizionata l'erogazione del beneficio.

Massime di principio

  • Nelle controversie sui provvedimenti di revoca o decadenza di finanziamenti pubblici, la giurisdizione è del giudice ordinario quando l'amministrazione contesta l'inadempimento del beneficiario a obblighi, anche documentali, posti come condizioni di mantenimento o erogazione del contributo.
  • La giurisdizione amministrativa ricorre invece solo quando la mancata erogazione o la revoca dipendano dall'esercizio di poteri di autotutela, cioè dall'annullamento o revoca del provvedimento di concessione per vizi originari di legittimità o per contrasto iniziale con l'interesse pubblico.
  • La qualificazione della controversia dipende dalla sostanza delle contestazioni poste a base del provvedimento impugnato: se esse attengono alla fase esecutiva del rapporto agevolativo e a comportamenti imputabili al beneficiario, la posizione dedotta è di diritto soggettivo.
  • Anche quando il provvedimento amministrativo richiami profili di irregolarità documentale o di conformità di titoli edilizi/agibilità, occorre verificare se tali profili siano usati come indice di un inadempimento del beneficiario oppure come ragione di invalidità originaria del provvedimento di concessione.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizione
RamiProcesso civile
IstitutiOnere della provaTutela del legittimo affidamento

Testo integrale

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