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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09311/2026 del 11/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisando elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello che, in sede esecutiva, aveva negato il riconoscimento del vincolo della continuazione tra diversi reati associativi già accertati in distinti procedimenti, indicati come "Heracles", "Cupola" e "Old Family". La difesa sosteneva che tra tali fatti vi fosse un unico disegno criminoso e che gli elementi emersi nel procedimento più recente dovessero consentire di riconoscere la continuazione anche rispetto ai reati già giudicati. La Corte di cassazione ha però rilevato, da un lato, che per una parte della doglianza il giudice dell'esecuzione aveva correttamente ritenuto precluso il riesame di un precedente accertamento di cognizione contrario al riconoscimento della continuazione; dall'altro, che la richiesta relativa alla continuazione tra i reati dei procedimenti "Heracles" e "Old Family" non era stata specificamente formulata nell'istanza esecutiva e, quindi, non poteva essere esaminata per la prima volta in cassazione.

Norme richiamate

  • art. 671 c.p.p.

    "ultimo inciso del primo periodo dell'ad. 671, comma 1, cod. proc. pen."

    in sede esecutiva la continuazione non può essere riconosciuta in contrasto con un precedente giudicato di cognizione e richiede che i fatti dedotti siano stati effettivamente concepiti ed eseguiti nell'ambito di un programma criminoso unitario.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva richiede la prova di un programma criminoso unitario, originariamente concepito almeno nelle sue linee essenziali, e non può essere fondato su mere congetture o indici presuntivi isolati.
  • L'ideazione unitaria non coincide con una generica abitualità criminosa o con una vita improntata all'illecito: quest'ultima attiene ad altri istituti, come la recidiva o l'abitualità, e non alla continuazione.
  • La verifica della continuazione va compiuta mediante l'esame di indicatori concreti, quali omogeneità delle violazioni, contiguità spazio-temporale, singole causali, modalità della condotta e sistematicità, ma non è necessaria la presenza simultanea di tutti gli indicatori se quelli presenti sono significativi.
  • In sede di legittimità l'apprezzamento del giudice di merito sugli indici della continuazione è insindacabile se sorretto da motivazione adeguata, congrua e immune da vizi logici o travisamento dei fatti.
  • Non può essere esaminata in cassazione una richiesta di continuazione parziale che non sia stata previamente dedotta davanti al giudice dell'esecuzione, poiché l'oggetto dell'incidente esecutivo è delimitato dall'istanza proposta.
  • Se l'istanza esecutiva non enuclea singoli gruppi di reati e non allega i relativi indici di continuazione, la censura sulla mancata estensione del vincolo a tali gruppi è inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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