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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17830/2023 del 28/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione con unico motivo: vizio di motivazione in ordine all'affermazione di responsabilità per lesioni personali (art. 582 c.p.). La difesa sosteneva che l'imputato era stato ritenuto credibile in relazione al fatto di rapina (per il quale era stato assolto) e che, invece, per le lesioni si era dato credito alla persona offesa (Imad Ragab) nonostante si fosse trattato di una colluttazione e il Baka avesse agito per legittima difesa; si denunciavano lacune, contraddittorietà e contrasto con le risultanze processuali.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile sul piano del merito (la Corte ha ritenuto congrua e non contraddittoria la motivazione impugnata in ordine alla responsabilità). Tuttavia la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla determinazione della pena: la condanna a mesi sei di reclusione è stata ritenuta illegale perché il fatto (lesioni guaribili in dieci giorni) rientra nella competenza del giudice di pace ai sensi del d.lgs. n. 274/2000 e le sanzioni applicabili avrebbero dovuto essere quelle previste dall'art. 52 del medesimo decreto. Perciò si dispone il rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Roma per nuovo giudizio sulla determinazione della pena.

Norme richiamate

  • art. 582 cod. pen.

    Norma incriminatrice delle lesioni personali; la Corte ha confermato la condanna per lesioni commesse da Baka Hossam nei confronti della persona offesa.

  • art. 585, comma 1 cod. pen.

    Riferita in relazione alla circostanza aggravante che era stata inizialmente considerata ma poi esclusa in seguito all'assoluzione per il delitto di rapina.

  • art. 576, comma 1, n. 1 cod. pen.

    Norma richiamata quale collegamento alla circostanza aggravante riferita ai fatti di rapina; la sua rilevanza è stata esclusa dopo l'assoluzione dall'accusa di rapina.

  • art. 61, comma 1, n. 2 cod. pen.

    Richiamato quale riferimento alle circostanze aggravanti; la Corte ha ritenuto che l'aggravante non potesse essere applicata in assenza della condanna per il reato principale (rapina).

  • d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274, art. 4, comma 1, lett. a)

    Stabilisce la competenza del giudice di pace per talune lesioni personali (qui, lesioni guaribili in dieci giorni); da ciò discende che la pena detentiva inflitta era impropria.

  • d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274, art. 52, comma 2, lett. b)

    Indica le sanzioni applicabili per reati di competenza del giudice di pace; la Corte ha ritenuto che la pena detentiva irrogata fosse incompatibile con le sanzioni previste da questa norma, determinando l'annullamento limitato alla pena.

  • Costituzione, artt. 3, 13, 25, 27

    Riferite dalla giurisprudenza di legittimità (Sez. U, Miraglia) a fondamento del potere della Corte di cassazione di rilevare d'ufficio l'illegalità della pena e annullare la determinazione della pena anche quando il ricorso sia inammissibile.

Massime di principio

  • La valutazione della credibilità delle parti e la scelta tra ricostruzioni alternative del fatto spettano al giudice di merito e sono sindacabili in Cassazione solo se la motivazione è contraddittoria, illogica o manifestaente priva di fondamento.
  • Prima di invocare l'assenza di querela come motivo di annullamento, è necessario verificare attentamente gli atti: la presenza formale della querela nell'istruttoria esclude tale motivo di nullità.
  • Se, a seguito di assoluzione da circostanze aggravanti, il fatto ricondotto alla responsabilità rientra nella competenza del giudice di pace, la Corte di cassazione può annullare d'ufficio la sentenza limitatamente alla determinazione della pena quando sia stata applicata una sanzione di specie diversa o superiore a quella normativa prevista.
  • In ipotesi di legittima difesa contestata, il giudice di merito deve motivare in modo dettagliato perché ritiene non provata la situazione che giustificherebbe l'azione difensiva; tuttavia la Cassazione non riforma la valutazione probatoria se questa non risulta manifestamente illogica.
  • Quando si ottiene un annullamento limitato alla pena, la procedura prevede il rinvio ad altra sezione del giudice d'appello per la riformulazione della misura sanzionatoria nel rispetto della normativa di competenza (es. d.lgs. n. 274/2000).

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