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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49348/2023 del 12/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Nostov spv srl, terzo creditore ipotecario, aveva chiesto al giudice dell'esecuzione la dichiarazione di inopponibilità della confisca di un immobile (Bregnano, fg. 12, partic. 6241, sub 722 e 710) disposta nella sentenza di condanna a carico di Sacha Tempesta. Il Tribunale di Milano, adito in prima battuta, aveva declinato la propria competenza ritenendo competente il Tribunale di Monza, che aveva pronunciato la sentenza di condanna con la confisca (sentenza 10/02/2017, irrevocabile 09/11/2018). Il Tribunale di Monza ha quindi sollevato conflitto negativo di competenza sostenendo che, dopo quella sentenza, era intervenuta una successiva sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Milano il 15/09/2021 (irrevocabile 08/04/2022), per cui, secondo l'art. 665, comma 4, cod. proc. pen., il giudice competente in fase esecutiva è quello la cui decisione è divenuta irrevocabile per ultima (Tribunale di Milano).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato sussistente il conflitto di competenza e, richiamando precedente giurisprudenza consolidata, ha ritenuto competente il Tribunale di Milano (ossia il giudice che ha emesso l'ultima decisione divenuta irrevocabile). Ha ordinato la trasmissione degli atti al Tribunale di Milano e disposto che l'estratto della sentenza sia comunicato ai giudici in conflitto e al pubblico ministero e notificato alle parti private ai sensi dell'art. 32, comma 2, cod. proc. pen. (nota: il Procuratore Generale aveva chiesto il riconoscimento della competenza del Tribunale di Monza, ma la Corte si è uniformata al principio della prevalenza del giudice la cui decisione è divenuta irrevocabile per ultima).

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    definisce la fattispecie del conflitto di attribuzione tra giudici quando entrambi si rifiutano di conoscere della stessa questione e legittima l'intervento della Corte di cassazione per la risoluzione

  • art. 30 cod. proc. pen.

    norma richiamata nel rito del conflitto di competenza; in combinato con l'art. 28 disciplina la procedura davanti alla Corte per dirimere il conflitto

  • art. 665, comma 4, cod. proc. pen.

    art. 665, comma 4, cod. proc. pen.

    stabilisce che, in presenza di più sentenze di condanna emesse da giudici diversi, il giudice dell'esecuzione competente è quello la cui decisione è divenuta irrevocabile per ultima; la Corte ha applicato questo criterio al caso di richiesta di restituzione o di dichiarazione di inopponibilità della confisca avanzata da terzi

  • art. 32, comma 2, cod. proc. pen.

    art. 32, comma 2, cod. proc. pen.

    prevede la comunicazione immediata dell'estratto della decisione della Corte ai giudici in conflitto e al pubblico ministero e la notifica alle parti private

Massime di principio

  • Quando su uno stesso soggetto pendono più condanne emesse da giudici diversi, il giudice dell'esecuzione competente è quello la cui decisione è divenuta irrevocabile per ultima, anche se la domanda riguarda provvedimenti emessi da altro giudice.
  • Le richieste avanzate da terzi (es. restituzione di beni o inopponibilità della confisca) in fase esecutiva seguono lo stesso criterio di competenza previsto dall'art. 665, comma 4; pertanto vanno proposte davanti al giudice dell'ultima sentenza irrevocabile.
  • Se due giudici rifiutano contemporaneamente di assumere cognizione della stessa questione (conflitto negativo), si verifica una stasi processuale che va risolta dalla Corte di cassazione ai sensi degli artt. 28 e 30 cod. proc. pen.
  • La giurisprudenza consolidata della Corte di cassazione è vincolante su questo criterio: la natura della questione (anche se riguarda provvedimenti emessi da altro giudice) non muta la regola della competenza basata sull'ultima irrevocabilità.
  • In presenza di dubbi sulla competenza, è preferibile rivolgersi al giudice che ha emesso l'ultima sentenza irrevocabile o, se questo non è possibile perché i giudici si richiamano reciprocamente, prospettare il conflitto per ottenere la pronuncia risolutiva della Corte di cassazione.

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