Cassazione Penale, Sentenza n. 51416/2023 del 22/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 14/07/2023 che aveva rigettato la richiesta, presentata in sede esecutiva, di applicazione della pena sostitutiva dei lavori di pubblica utilità ai sensi dell'art. 56-bis, legge n. 689/1981, relativamente alla pena di 3 anni di reclusione e 300 euro di multa. Il ricorrente ha dedotto che, essendo il procedimento pendente in Cassazione all'entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2022 (riforma Cartabia), si applica la norma transitoria dell'art. 95, comma 1, che assegna al giudice dell'esecuzione la competenza a decidere sulle richieste di sostituzione della pena detentiva (principio di retroattività della lex mitior). Il motivo processuale è formulato ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta l'interpretazione secondo cui, essendo la declaratoria di inammissibilità del ricorso alla Corte di legittimità intervenuta il 12/01/2023 (dopo il 30/12/2022), si applica il comma 1 dell'art. 95 d.lgs. 150/2022 e la competenza spettava al giudice dell'esecuzione. Tuttavia la richiesta di sostituzione della pena era stata proposta il 2/03/2023, oltre il termine di 30 giorni decorrente dall'irrevocabilità (12/01/2023), per cui l'istanza doveva comunque essere dichiarata inammissibile ab origine per tardività. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali; esclusione dell'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende per l'assenza di colpa nella proposizione del ricorso.
Norme richiamate
art. 56-bis, legge n. 689 del 1981
Norma che prevede la pena sostitutiva dei lavori di pubblica utilità; è la misura richiesta dal condannato ma la sua applicabilità è stata contestata in relazione alla fase processuale (cognizione vs esecuzione) e dalla disciplina transitoria del d.lgs. 150/2022.
art. 95, d.lgs. n. 150 del 2022
Se la Corte di cassazione definisce il ricorso con pronuncia di inammissibilità o di rigetto resa dopo il 30 dicembre 2022, il condannato a pena detentiva non superiore a quattro anni può formulare, entro 30 giorni dalla irrevocabilità della sentenza, incidente di esecuzione presentando al giudice dell'esecuzione istanza di applicazione della pena sostitutiva.
Norma transitoria che assegna al giudice dell'esecuzione la competenza a decidere sulle richieste di sostituzione della pena quando la Cassazione definisce il ricorso dopo il 30/12/2022; opera con termine perentorio di 30 giorni dall'irrevocabilità della sentenza.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato come limite alla esposizione motivazionale nel ricorso, usato per delimitare la sintesi della doglianza ai fini della decisione.
art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.
Norma processuale penale che individua i motivi di ricorso per cassazione, nella specie invocata per contestare l'erronea applicazione/interpretazione dell'art. 95 d.lgs. 150/2022.
Corte costituzionale, sentenza 13 giugno 2000, n. 186
Richiamata in tema di responsabilità per la proposizione del ricorso e per valutare l'onere del versamento alla Cassa delle ammende; la Corte ha ritenuto che l'assenza di colpa esclude l'obbligo di versamento.
Massime di principio
- Se il procedimento era pendente in Cassazione alla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2022 e la Cassazione definisce il ricorso (inammissibilità o rigetto) dopo il 30/12/2022, la competenza per valutare la richiesta di sostituzione della pena spetta al giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 95, comma 1.
- La possibilità di chiedere la sostituzione della pena ex art. 95 è soggetta a un termine perentorio di 30 giorni dalla irrevocabilità della sentenza: la presentazione tardiva dell'istanza comporta l'inammissibilità ab origine, indipendentemente da eventuali errori di competenza del giudice di merito.
- Il principio della lex mitior può rendere applicabili norme più favorevoli introdotte dalla riforma, ma non deroga ai termini processuali previsti dalla stessa disciplina transitoria.
- In caso di dubbio sulla competenza (giudice della cognizione vs giudice dell'esecuzione), è strategico proporre tempestivamente l'istanza al giudice dell'esecuzione per non perdere il termine e, se necessario, sollevare immediatamente l'eccezione di incompetenza territoriale/oggettiva.
- La proposizione del ricorso in buona fede su questione giuridica fondata può escludere la sanzione aggiuntiva della Cassa delle ammende anche se il ricorso è inammissibile; la parte resta però tenuta alle spese processuali ordinarie.
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