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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13111/2026 del 09/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Berto era stato condannato per bancarotta fraudolenta patrimoniale (art. 216 e 223 l. fall.) e per bancarotta semplice (art. 217 e 224 l. fall.). Avverso la sentenza di condanna il ricorrente aveva proposto ricorso per cassazione; la Corte di Cassazione, con sentenza n. 34809/2025, aveva respinto il ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Trieste. Successivamente si è scoperto che nel fascicolo esisteva un secondo atto di ricorso, sottoscritto da un diverso difensore (avv. Federica Borrelli), non esaminato dal collegio: nell'atto omesso era dedotto un motivo non presente nell'atto esaminato (avv. Alessandro Baldina), in particolare la doglianza della prescrizione del reato di bancarotta semplice. La Presidente della sezione ha segnalato la svista e si è attivata la procedura straordinaria ex art. 625-bis, comma 3, cod. proc. pen.; il Procuratore Generale ha chiesto la revoca della pronuncia per errore di fatto.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso straordinario per errore di fatto: la mancata valutazione dell'atto di ricorso dell'avv. Borrelli è stata qualificata come mera svista materiale, rilevante ai sensi dell'art. 625-bis cod. proc. pen., e idonea ad aver potuto determinare una diversa decisione perché conteneva un motivo (prescrizione della bancarotta semplice) non valutato. Di conseguenza la sentenza n. 34809 del 26/09/2025 è stata revocata e la causa è rinviata per il giudizio rescissorio all'udienza del 21/05/2026, con lo stesso relatore; la cancelleria è stata incaricata di dare avviso alle parti.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di Cassazione di attivare d'ufficio il ricorso straordinario per errore di fatto quando emergano omissioni o svisti materiali nella valutazione degli atti interni al giudizio; qui è stato applicato per revocare una pronuncia che non aveva esaminato un atto di ricorso presente nel fascicolo

  • art. 216 legge fallimentare

    Norma che disciplina il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale, contestato al ricorrente come capo di imputazione

  • art. 223 legge fallimentare

    Prevede sanzioni accessorie e profili connessi alla bancarotta fraudolenta patrimoniale; citata in relazione ai capi di imputazione

  • art. 217 legge fallimentare

    Norma che disciplina il reato di bancarotta semplice; l'atto di ricorso omesso deduceva la prescrizione di questo reato, motivo che avrebbe potuto influenzare l'esito del giudizio

  • art. 224 legge fallimentare

    Riguarda le pene e le statuizioni accessorie connesse al reato di bancarotta semplice, anch'esso oggetto del processo

Massime di principio

  • L'omesso esame di un atto di parte presente nel fascicolo può costituire "errore di fatto" rilevante ex art. 625-bis c.p.p. se si tratta di una semplice svista materiale e la censura omessa è immediatamente e oggettivamente rilevabile con un controllo del contenuto del fascicolo.
  • Perché il ricorso straordinario sia fondato occorre che l'atto omesso contenga una censura non presente negli atti esaminati e che tale censura avrebbe potuto, in astratto, determinare una diversa decisione della Corte.
  • La segnalazione formale da parte del Presidente della sezione o di ufficio della presenza di atti non valutati può attivare la procedura di cui all'art. 625-bis; il Procuratore Generale può chiedere la revoca della pronuncia quando emerga l'errore di fatto.
  • Nei processi penali la Corte deve verificare la completezza degli atti difensivi depositati (anche se firmati da difensori diversi): atti introdotti successivamente o in duplicato nel fascicolo devono essere esaminati per evitare violazioni procedurali rilevanti.
  • La deduzione di questioni di prescrizione, se tempestiva e presente negli atti, può avere efficacia decisiva e giustifica particolare attenzione da parte del giudice di legittimità; la loro omissione può legittimare la revoca della decisione impugnata.

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