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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35368/2022 del 22/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso è volto a censurare il rigetto dell'istanza di revoca della custodia cautelare in relazione al delitto di omicidio. Il ricorrente deduceva l'esistenza di uno stabile radicamento nel territorio italiano (residenza e lavoro) e la rimozione chirurgica di un nevo sul volto, sostenendo che tali elementi giustificassero la sostituzione della misura con una meno afflittiva e che la modifica dei connotati non comportasse serio pericolo di fuga alla luce degli strumenti di riconoscimento facciale.

La decisione

Il ricorso è dichiarato inammissibile perché ritenuto generico, assertivo e reiterativo delle stesse argomentazioni già esaminate e adeguatamente motivate dal giudice di merito. Il Tribunale ha ritenuto non convincenti le critiche alla motivazione impugnata, confermando l'esistenza della presunzione relativa di adeguatezza della misura cautelare (art. 275, comma 3 c.p.p.) e rilevando elementi concreti di pericolo di fuga e di reiterazione del reato, inclusa la possibilità di spostamento internazionale e la rilevanza, ai fini cautelari, della modificazione dei connotati. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Il Tribunale ha richiamato la presunzione relativa di adeguatezza della misura cautelare in presenza di esigenze quali il pericolo di fuga e di reiterazione; tale presunzione rende necessaria la produzione di elementi nuovi e specifici per giustificare la revoca o l'attenuazione della misura.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    La norma è stata applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali per l'inammissibilità del ricorso; il Tribunale ha ritenuto che l'inammissibilità non derivi da cause non attribuibili al ricorrente.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata nei provvedimenti di rinvio alla cancelleria per gli adempimenti consequenziali al provvedimento di inammissibilità.

  • Corte Cost., sent. n. 186 del 2000

    Richiamata in tema di valutazione della colpa nella determinazione della causa di inammissibilità utile a decidere sulla condanna al versamento in favore della Cassa delle ammende; il Tribunale ha ritenuto non sussistenti elementi per escludere la colpa.

Massime di principio

  • Un ricorso avverso provvedimenti cautelari dev'essere specifico: bisogna criticare puntualmente la motivazione del giudice di merito e non limitarsi a esprimere dissenso generico.
  • Per ottenere la revoca o l'attenuazione di una custodia cautelare è necessario apportare elementi nuovi e concreti che contrastino la presunzione di adeguatezza prevista dall'art. 275, comma 3 c.p.p.; la sola affermazione di radicamento sul territorio può non essere sufficiente se non adeguatamente provata.
  • Va affrontato e confutato esplicitamente il rischio di reiterazione del reato: il silenzio su questo punto può rendere il ricorso inammissibile o inefficace.
  • Modifiche fisiche dell'aspetto (es. rimozione di un nevo) non escludono automaticamente il pericolo di fuga o la difficoltà di identificazione: occorre dimostrare compiutamente l'effettiva impedibilità del riconoscimento.
  • Le argomentazioni che erano già state esaminate e motivate dal giudice di merito richiedono nuovi elementi probatori per essere riesaminate dal giudice d'appello; la mera reiterazione non è sufficiente.
  • L'inammissibilità del ricorso può comportare condanne per spese e somme a titolo di ammenda: valutare il rischio di esito negativo e predisporre il ricorso con attenzione per evitare conseguenze economiche.

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