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Sentenza

Sentenza n. 468/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l'ottemperanza della sentenza n. 388/2024, emessa nel giudizio R.G. n. 262/2024 del Tribunale di Teramo, Sezione Lavoro, pubblicata in data 18/06/2024, notificata il 01/07/2024, passata in giudicato, con cui il Tribunale del Lavoro ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito alla corresponsione alla parte ricorrente, mediante accredito sulla Carta Elettronica del Docente, dell’importo nominale di euro 2.500,00, quale contributo per la formazione del docente.

Giustizia amministrativa202500377

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Teramo, Sezione Lavoro, che aveva imposto l'accredito di euro 2.500,00 sulla Carta elettronica del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza passata in giudicato con cui il Tribunale di Teramo aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito ad accreditare sulla Carta elettronica del docente l'importo complessivo di euro 2.500,00, relativo a cinque annualità. Nel corso del giudizio il Ministero ha documentato di avere effettuato l'accredito in data 14 gennaio 2026. La ricorrente ha quindi dichiarato l'avvenuta esecuzione, chiedendo tuttavia la condanna dell'amministrazione alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere perché la pretesa sostanziale della ricorrente è stata integralmente soddisfatta nel corso del giudizio. Ai soli fini della regolazione delle spese, il Collegio ha esaminato virtualmente il merito, ritenendo fondato il ricorso: risultavano sia il passaggio in giudicato della sentenza da eseguire, attestato dalla certificazione di mancata impugnazione, sia il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione contro le amministrazioni pubbliche, decorrente dalla notificazione della sentenza all'amministrazione. La successiva esatta esecuzione da parte del Ministero ha confermato la fondatezza dell'azione. Il Ministero è stato pertanto condannato al pagamento di euro 1.500,00, oltre accessori, per spese di lite, con distrazione in favore dei difensori antistatari, tenuto conto del valore della controversia, della natura seriale della causa e dell'avvenuta esecuzione sopravvenuta.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lettera c), c.p.a.

    Consente l'azione di ottemperanza per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti giudiziari esecutivi.

  • art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30

    Subordina l'esecuzione forzata nei confronti delle amministrazioni pubbliche al decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo all'amministrazione debitrice.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione esegue integralmente, nel corso del giudizio di ottemperanza, il comando contenuto nel giudicato, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere, poiché la pretesa sostanziale è stata soddisfatta.
  • Ai fini della regolazione delle spese, il giudice dell'ottemperanza può esaminare virtualmente la fondatezza del ricorso e porre le spese a carico dell'amministrazione che abbia dato esecuzione al giudicato solo dopo la proposizione dell'azione.
  • L'azione di ottemperanza per una sentenza di condanna è procedibile quando risultano il passaggio in giudicato del titolo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione della sentenza all'amministrazione debitrice.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesseEffetto conformativo e riedizione del potere

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