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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36915/2023 del 07/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per intervenuta rinuncia, ai sensi degli artt. 589 e 591 c.p.p., con conseguente esclusione della valutazione nel merito delle doglianze. Ha altresì condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 500,00 alla Cassa delle Ammende, non essendo emersi elementi che dimostrassero l'assenza di colpa del ricorrente.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Anzilotti aveva proposto istanza per detenzione domiciliare e richieste alternative di affidamento in prova al servizio sociale e di semilibertà. Il Tribunale di sorveglianza di Palermo ha dichiarato inammissibile l'istanza di detenzione domiciliare e ha rigettato le richieste di affidamento in prova e semilibertà. Avverso tale provvedimento Anzilotti ha proposto ricorso per cassazione denunciando violazione di legge e vizi motivazionali, ma successivamente ha formalmente rinunciato al ricorso. La Corte ha esaminato la regolarità formale della rinuncia (dichiarazione personale, indicazione del provvedimento impugnato, trasmissione alla cancelleria tramite l'Ufficio matricola della Casa Circondariale di Agrigento, pervenuta il 2/04/2023) e ha ritenuto sussistenti i requisiti di legge per considerarla valida.

Norme richiamate

  • art. 589 cod. proc. pen.

    La rinuncia all'impugnazione è un atto formale che deve essere effettuato nelle forme e nei termini di legge; la Corte ha ritenuto che la dichiarazione personale e la trasmissione alla cancelleria soddisfino i requisiti di cui all'art. 589, producendo l'effetto di rendere l'impugnazione inammissibile.

  • art. 591, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la declaratoria di inammissibilità: la rinuncia valida produce l'inammissibilità del ricorso per cassazione e impedisce la valutazione del merito.

  • Corte Cost., sent. n. 186 del 2000

    Richiamata in relazione all'onere probatorio circa l'assenza di colpa: in mancanza di elementi che indichino l'assenza di colpa, il ricorrente è condannabile al versamento della somma prevista a favore della Cassa delle Ammende.

  • Giurisprudenza di Cassazione (Cass., Sez. 1, 12 luglio 1996, Fucci; Cass. 18 gennaio 1991, Lombardi; Cass. 14 gennaio 1994, Borlotti; Cass. 2 febbraio 1996, Ruggiero)

    La Corte ha richiamato precedenti secondo i quali la rinuncia è dichiarazione abdicativa, irrevocabile e recettizia, che deve essere resa in forma adeguata e non ammette equipollenti; questi principi giurisprudenziali sono stati applicati per dichiarare valida la rinuncia dell'autore del ricorso.

Massime di principio

  • La rinuncia all'impugnazione è un atto formale, personale e irrevocabile: se validamente effettuata, rende il ricorso inammissibile e impedisce qualunque esame di merito.
  • Per essere efficace la rinuncia deve indicare specificamente il provvedimento cui si riferisce e deve pervenire alla cancelleria nei modi previsti (es. tramite ufficio matricola della struttura detentiva se il dichiarante è ristretto).
  • La rinuncia produce conseguenze economiche: il rinunciante può essere condannato alle spese processuali e, in assenza di elementi che attestino l'assenza di colpa, al versamento alla Cassa delle Ammende.
  • In presenza di dubbi sulla volontà effettiva del ricorrente (es. problemi di rappresentanza o di comunicazione), è opportuno verificare la regolarità formale dell'atto prima di considerarlo definitivo, perché il termine di revoca è molto limitato e la rinuncia è in genere irrevocabile.
  • Quando una parte rinuncia all'impugnazione, il provvedimento impugnato conserva piena efficacia: per ottenere una revisione della decisione occorrono mezzi diversi dalla mera riapertura del ricorso rinunciato.
  • Nel contesto di provvedimenti su misure sostitutive (detenzione domiciliare, affidamento in prova, semilibertà), la rinuncia dell'interessato chiude la strada della cassazione; valutare attentamente, con difensore, tutti i pro e i contro prima di rinunciare.

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