Sentenza del 16/01/2023 n. 1043 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La società impugnava l'avviso di accertamento del 28/02/2012 con cui era stata attribuita una rendita catastale alla centrale in seguito al DOCFA del 03/03/2011; l'Ufficio aveva incluso nella rendita turbine, caldaie, trasformatori e tubazioni. La società lamentava carenza di motivazione dell'atto, eccessività della rendita (rendita iniziale 255.898,00 euro), mancata indicazione degli elementi di stima e violazione dell'onere della prova; contestò anche la nuova stima proposta dall'Ufficio (153.298,00) e dedusse violazioni normative (tra cui R.D.L. n. 652/1939 artt. 1,4,9,10) e del principio del contraddittorio.
La decisione
In primo grado il ricorso fu parzialmente accolto e la rendita fissata in Euro 153.298,99. La CTR di appello, richiamando la L. 28/12/2015 n. 208 (efficace dal 01/01/2016) e la giurisprudenza che ammetteva l'inclusione degli impianti imbullonati, dichiarò un parziale accoglimento dell'appello per quanto di ragione. La società ricorse in Cassazione; il Supremo Collegio, ritenendo fondato il primo motivo, ha cassato la sentenza d'appello per nullità per motivazione apparente e insufficiente (mancanza di spiegazione del rapporto tra la modifica normativa 2016 e la fattispecie anteriore), assorbendo gli altri motivi, e ha rinviato la causa alla CTR di secondo grado della Puglia in diversa composizione per nuovo esame e liquidazione spese.
Norme richiamate
Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016)
Introdusse, con efficacia dal 01/01/2016, la possibilità di escludere dalla stima catastale gli impianti 'imbullonati'; la CTR d'appello l'ha richiamata ma senza spiegare il nesso con la controversia relativa a periodi anteriori al 2016.
R.D.L. 6 luglio 1939, n. 652, artt. 1, 4, 9, 10
Normativa richiamata dalla ricorrente per contestare l'inclusione di impianti e macchinari nella stima catastale, sostenendo che la disciplina catastale non giustificava l'inclusione totale degli impianti funzionali.
Art. 2697 c.c. (onere della prova)
Dedotto dalla ricorrente per lamentare che l'Agenzia non aveva indicato gli elementi su cui si basava la stima; la doglianza concerne l'obbligo dell'Ufficio di fornire gli elementi di fatto necessari a sostenere la rendita attribuita.
Art. 112 c.p.c. (corrispondenza tra chiesto e pronunciato)
Rilevato dalla ricorrente in appello e in cassazione per dedurre ultrapetizione/violazione del principio di corrispondenza, essendo il dispositivo d'appello generico rispetto alle domande svolte.
Art. 360 c.p.c. (motivi di cassazione)
Invocato per censurare la motivazione apparente e la nullità della sentenza d'appello; la Corte di cassazione ha ritenuto fondato il vizio di motivazione ai sensi del n.4 dell'art. 360 c.p.c.
Cass. Sez. Un. sent. n. 8053/2014 (giurisprudenza sul requisito della motivazione)
Richiamata come parametro di riferimento dalla Cassazione per affermare che la motivazione deve evidenziare la ratio decidendi e il collegamento logico tra fatti, doglianze e decisione; la sentenza d'appello non rispettava tale requisito.
Massime di principio
- La modifica normativa che esclude la stima di determinati impianti opera, di regola, soltanto con efficacia a decorrere dalla data di entrata in vigore: non può essere utilizzata per mutare situazioni giuridiche relative a periodi anteriori salvo espressa disposizione di retroattività.
- Il giudice d'appello deve motivare in modo specifico e congruente: una mera 'presa d'atto' di una normativa nuova non è idonea a spiegare la decisione quando la controversia riguarda periodi anteriori all'entrata in vigore della norma; la mancanza di nesso logico tra fatti, censure e decisione determina la nullità della sentenza per motivazione apparente.
- L'Ufficio tributario, se contesta la determinazione del contribuente o cambia la stima, deve indicare chiaramente gli elementi e i criteri di valutazione utilizzati; il mancato approccio argomentato può essere censurato con successo dal contribuente richiamando l'onere della prova.
- In materia di rendita catastale e inclusione degli impianti, la giurisprudenza ante-2016 tendeva ad ammettere l'inclusione degli impianti imbullonati; dopo la legge di stabilità 2016 è possibile escluderli, ma tale esclusione vale per i periodi successivi all'entrata in vigore.
- In sede di impugnazione è essenziale che il giudice risponda alle questioni principali sollevate dalle parti (carenza di motivazione dell'atto, mancato contraddittorio endoprocedimentale, eccessività del valore): l'omessa pronuncia su tali profili può integrare vizio di decisione o di motivazione.
- Il contribuente che contesta una rendita deve tempestivamente richiedere e ottenere la documentazione e i criteri della stima (es. dettagli DOCFA, elementi usati dall'Agenzia, considerazione dell'obsolescenza secondo circolari) per rendere effettiva la verifica del valore attribuito.
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