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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5499/2024 del 07/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che rigettava la loro istanza di sospensione dell'ordine di demolizione derivante da una sentenza di condanna per abusi edilizi. Hanno sostenuto che: a) erano "assolti" nella sede penale (2017) e quindi non vi sarebbe più motivo per l'esecuzione; b) avevano riacquistato la titolarità dell'area e del fabbricato in base alla sentenza del TAR Catania n. 2114/2022 (resasi irrevocabile il 26/2/2023); c) avevano subito presentato, il 19/5/2023, istanza di regolarizzazione urbanistica (sanatoria/permesso di costruire) e l'amministrazione comunale avrebbe manifestato interesse all'accoglimento. Hanno chiesto la sospensione dell'ordine di demolizione in attesa delle determinazioni urbanistiche comunali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha confermato che: i ricorrenti avevano proposto la domanda di sanatoria tardivamente (19/5/2023), molti anni dopo la pronuncia di condanna definitiva e dopo l'avvio del procedimento per la demolizione; non risulta che l'immobile sia stato effettivamente sanato e durante i sei anni successivi alla sentenza definitiva i ricorrenti non avevano adottato iniziative per ottenere la regolarizzazione. Inoltre la Corte ha rilevato che i ricorrenti non erano stati "assolti" ma prosciolti per prescrizione in appello, con conferma dell'ordine di demolizione. Richiamando la giurisprudenza della stessa Corte, ha ricordato i criteri cui il giudice dell'esecuzione deve attenersi per valutare revoca o sospensione dell'ordine di demolizione: a) prevedibile esito dell'istanza di sanatoria e presenza di ostacoli all'accoglimento; b) durata prevedibile della procedura amministrativa, la quale può giustificare la sospensione solo se si esaurisce rapidamente. Applicati tali criteri, il Tribunale aveva correttamente ritenuto che non sussisteva una concreta prospettiva di esito favorevole e rapido della sanatoria, e pertanto ha legittimamente rigettato l'istanza. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico dell'edilizia), art. 31

    L'art. 31 e le relative disposizioni sul potere di demolizione sono state interpretate nel senso che l'ordine di demolizione, emanato in esito a una condanna penale definitiva per abusi edilizi, non viene automaticamente revocato dalla sola presentazione successiva di una istanza di sanatoria: il giudice dell'esecuzione deve valutare la prevedibilità dell'esito dell'istanza e i tempi di definizione della procedura, potendo sospendere l'esecuzione solo se l'iter amministrativo ha concrete prospettive di accoglimento e di rapida conclusione.

Massime di principio

  • La presentazione tardiva di una domanda di sanatoria (dopo che la condanna è passata in giudicato e dopo l'avvio dell'esecuzione) è insufficiente, da sola, a ottenere la sospensione o la revoca dell'ordine di demolizione.
  • Il proscioglimento per prescrizione in appello non equivale a una "assoluzione" che annulli automaticamente gli effetti dell'ordine di demolizione; l'ordine può rimanere valido e va adempiuto salvo diversa e concreta valutazione del giudice dell'esecuzione.
  • Il giudice dell'esecuzione deve valutare due elementi principali per sospendere l'esecuzione: a) la probabilità concreta di accoglimento della richiesta di sanatoria (esistenza o meno di cause ostative); b) i tempi prevedibili di definizione del procedimento amministrativo. Solo una procedura prevedibilmente rapida e con elevata probabilità di esito favorevole può giustificare la sospensione.
  • Chi intende opporsi all'esecuzione mediante istanza di sanatoria deve agire tempestivamente e documentare elementi concreti che rendano plausibile e rapida l'accoglimento della pratica amministrativa.
  • La mera esistenza di un provvedimento amministrativo successivo (es. annullamento parziale di un atto comunale) non determina automaticamente la sospensione dell'esecuzione penale: occorre dimostrare che tale intervenuta situazione concreta incida realmente e immediatamente sull'obbligo demolitorio.

Testo integrale

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