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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25326/2022 del 04/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva inosservanza o erronea applicazione della legge penale in relazione all'art. 186, comma 9-bis, del Codice della Strada: il Procuratore generale contestava che il Tribunale di Bergamo avesse sostituito la pena detentiva e pecuniaria con lavoro di pubblica utilità nonostante la condannata fosse stata riconosciuta responsabile di guida in stato di ebbrezza (tasso alcolemico 1,72-1,81 g/l) con le aggravanti di avere provocato un incidente stradale e dell'orario notturno, situazione per la quale la norma esclude espressamente la sostituzione con lavoro di pubblica utilità.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la parte della sentenza di primo grado con cui era stata disposta la sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità, rilevando che la pronuncia di responsabilità per aver provocato un incidente stradale attiva il divieto previsto dall'art. 186, comma 9-bis, c.d.s., anche quando tale aggravante non incida sul trattamento sanzionatorio complessivo dopo il confronto con circostanze attenuanti. La condanna sostanziale (dichiarazione di responsabilità e misura della pena) è rimasta confermata, venendo eliminata solo la sostituzione con lavoro di pubblica utilità.

Norme richiamate

  • Codice della Strada, D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285, art. 186

    commi 2, 2-bis, 2-sexies e comma 9-bis

    L'art. 186 regola la guida in stato di ebbrezza e le relative aggravanti; il comma 9-bis esclude espressamente la possibilità di sostituire le pene detentive e pecuniarie con il lavoro di pubblica utilità quando il fatto sia aggravato dall'aver causato un incidente stradale

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (sez. 4)

    massime richiamate nella sentenza (es. sez. 4, n. 3297 del 17/12/2014; n. 43845 del 26/9/2014; n. 13853 del 4/2/2015; n. 7969 del 6/12/2013; n. 48534 del 24/10/2013)

    Costante orientamento secondo cui il divieto di sostituzione previsto dall'art. 186, comma 9-bis, opera non solo quando l'aggravante incide sul trattamento sanzionatorio ma anche quando l'aggravante sia stata accertata e non eliminabile dalla comparazione con attenuanti

Massime di principio

  • Quando il giudice accerta che la guida in stato di ebbrezza ha comportato un incidente stradale, opera il divieto di sostituzione della pena con lavoro di pubblica utilità previsto dall'art. 186 c. 9-bis, indipendentemente dall'esito della comparazione con eventuali circostanze attenuanti
  • La Corte di Cassazione può annullare senza rinvio solo la parte della sentenza che ha applicato erroneamente la sostituzione con lavoro di pubblica utilità, lasciando impregiudicata la condanna sostanziale
  • Per la difesa, nelle fattispecie in cui è stata disposta una sostituzione di pena, una strategia possibile è contestare l'esistenza o la sussistenza dell'aggravante 'aver causato un incidente' (elemento che, se rimosso, può rendere ammissibile la sostituzione)
  • Per l'accusa, il riconoscimento dell'aggravante legata all'incidente è sufficiente a escludere la misura sostitutiva; non rileva che la stessa aggravante non modifichi il quantum sanzionatorio dopo compensazione con attenuanti
  • Nei processi analoghi occorre verificare attentamente la qualificazione fattuale delle circostanze aggravanti al fine di comprendere se il divieto di sostituzione si applica e quali rimedi siano percorribili (impugnazione sulla legge o contestazione fattuale dell'aggravante)

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