Cassazione Penale, Sentenza n. 29837/2025 del 27/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Due motivi: 1) Violazione di legge e omessa assunzione di prova decisiva in appello: il ricorrente aveva chiesto l'acquisizione di una consulenza tecnica di parte o una perizia in appello su documentazione contabile preesistente, ritenendola prova nuova e decisiva; la difesa lamenta che tale prova non sia stata assunta. 2) Violazione di legge e carenza/illogicità della motivazione relativa alla affermazione di responsabilità per bancarotta fraudolenta distrattiva e documentale: si contesta che la condanna si fondi solo sulla relazione del curatore e sulle indagini della P.G., ignorando le spiegazioni dell'imputato sulla sorte dei beni non rinvenuti e sulla consegna della documentazione contabile, nonché l'assenza del necessario elemento soggettivo doloso.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondati entrambi i motivi: sul primo, ha affermato che in appello avverso sentenza pronunciata con rito abbreviato la rinnovazione probatoria e l'ammissione di nuova consulenza sono ammesse solo se la prova è 'nuova' nel senso che sopravviene dopo il primo grado e non poteva essere richiesta prima; la consulenza richiesta era su documentazione preesistente e quindi non aveva carattere di novità. Sul secondo, la Corte ha ritenuto la censura generica e non ha ravvisato manifesta illogicità nella motivazione di merito: i giudici di merito hanno valutato le anomalie contabili, il doppio bilancio e la mancata spiegazione della destinazione di liquidita e beni non rinvenuti come elementi idonei a comprovare la bancarotta fraudolenta (distrattiva e documentale) e il relativo dolo. Di conseguenza la sentenza d'appello, che aveva rideterminato la pena a 2 anni e 2 mesi e ridotto le pene accessorie fallimentari in proporzione, è stata confermata nella sostanza; il ricorso è stato quindi respinto.
Norme richiamate
Articolo richiamato in relazione all'omesso deposito delle scritture contabili; la corte ha ritenuto integrata la fattispecie in ragione della documentazione contabile anomala o parzialmente occultata.
art. 603 cod. proc. pen. (comma 3 e 2 richiamati)
Interpretato nel senso che, in appello contro sentenza resa con rito abbreviato non condizionato, l'ammissione di nuove prove o la rinnovazione istruttoria è possibile solo se la prova è assolutamente necessaria e, soprattutto, se ha carattere di novità sopravvenuta rispetto al primo grado; non possono essere introdotte in appello prove riferibili a circostanze note e riferite a documenti preesistenti se non sono state giustificate specificamente le ragioni dell'impossibilità di richiederle prima.
Richiamato come fondamento dell'obbligo di verità del fallito e della conseguente apparente inversione dell'onere della prova: se beni o liquidità risultanti in bilancio non sono rinvenuti e l'amministratore non giustifica la loro destinazione, ciò legittima deduzioni sfavorevoli nei suoi confronti senza violare il diritto al silenzio.
Principio giurisprudenziale sul sindacato di legittimità
La Corte di Cassazione non può rinnovare il giudizio di merito o reinterpretare fatti ritenuti probatori dai giudici di merito salvo che sussistano lacune o manifeste illogicità della motivazione; censure generiche e ricostruzioni alternative dei fatti sono inammissibili in sede di legittimità.
Massime di principio
- Nel giudizio d'appello avverso sentenza pronunciata con rito abbreviato, la richiesta di acquisire nuove prove o consulenze atte a incidere sulla decisione richiede che tali prove siano 'novità' sopravvenute; prove basate su documentazione preesistente vanno richieste già in primo grado o nel procedimento abbreviato condizionato.
- L'obbligo di verità del fallito (art. 87 l.fall.) e la responsabilità dell'amministratore per la conservazione della garanzia patrimoniale giustificano una presunzione sfavorevole se beni o liquidità risultanti in bilancio non sono ricostruibili o non sono giustificati: l'assenza di spiegazioni plausibili può suffragare l'accertamento della bancarotta distrattiva o documentale.
- In Cassazione non è consentito riproporre ricostruzioni alternative dei fatti già valutati dai giudici di merito salvo che sia dimostrata manifesta illogicità o lacuna decisiva nella motivazione; i motivi formulati in modo generico o che si limitano a invocare supplenze probatorie senza precisarne il contenuto sono inammissibili.
- Se si intende far valere in appello un atto di accertamento tecnico o consulenza, è necessario motivare in modo puntuale per quale ragione la prova non poteva essere prodotta prima e in che misura essa sarebbe stata potenzialmente idonea a modificare la valutazione complessiva; indicazioni generiche non convincono il giudice.
- La mera contestazione della valutazione delle prove da parte dei giudici di merito non basta in sede di legittimità: occorre dimostrare vizi logici o lacune tali da determinare l'illogicità manifesta della motivazione.
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