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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24940/2023 del 09/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha trasmesso gli atti al Tribunale di Lamezia Terme per il prosieguo del procedimento, perché il giudizio, nato da opposizione a decreto penale con richiesta di giudizio immediato, non poteva essere riportato alla fase precedente mediante la restituzione degli atti al pubblico ministero.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Tribunale di Lamezia Terme che aveva restituito gli atti all'ufficio del pubblico ministero ritenendo necessaria l'udienza preliminare nonostante il giudizio fosse nato da opposizione a decreto penale di condanna con contestuale richiesta di giudizio immediato. Il ricorrente denunciava l'abnormità del provvedimento per avere esso determinato un'ingiustificata regressione del procedimento alla fase precedente l'esercizio dell'azione penale, in violazione della disciplina che regola l'opposizione al decreto penale e l'instaurazione del giudizio immediato.

Norme richiamate

  • art. 7, primo comma, d.l. n. 4 del 2019

    Norma sostanziale che punisce l'uso di dichiarazioni false per ottenere il reddito di cittadinanza; indica il reato contestato all'imputato ma non incide sulla regola procedurale relativa all'opposizione al decreto penale.

  • art. 461 cod. proc. pen.

    Stabilisce che con l'atto di opposizione l'imputato può chiedere il giudizio immediato, il giudizio abbreviato o l'applicazione della pena a norma dell'art. 444; la Corte ha richiamato questa norma per affermare che la richiesta di giudizio immediato nell'opposizione impedisce la regressione procedimentale disposta dall'ordinanza.

  • art. 456, commi 1, 3 e 5 cod. proc. pen.

    Disciplina il prosieguo del giudizio dopo opposizione al decreto penale, prevedendo l'instaurazione dell'udienza dibattimentale se la parte non opta per riti alternativi; la Corte ne trae il principio che il giudizio immediato, richiesto con l'opposizione, deve seguire il suo corso e non essere interrotto da restituzione degli atti al PM.

  • art. 464, comma terzo, cod. proc. pen.

    Prevede la revoca del decreto penale di condanna da parte del giudice che procede dopo la verifica della rituale instaurazione del giudizio; la Corte sottolinea che il decreto, una volta impugnato, perde efficacia costitutiva e il giudizio è autonomo.

  • Giurisprudenza della Cassazione (precedenti citati)

    Sez. 5, n. 46489 del 26/10/2015; Sez. 5, n. 38743 del 10/07/2019; Sez. 5, n. 32160 del 07/03/2016; Sez. 4, n. 53382 del 15/11/2016; Sez. 3, n. 55516 del 14/11/2017

    Costante orientamento secondo cui è "abnorme" il provvedimento del giudice del dibattimento che dispone la restituzione degli atti al PM ritenendo necessaria l'udienza preliminare quando il giudizio è sorto da opposizione a decreto penale con richiesta di giudizio immediato, perché provoca una stasi o regressione ingiustificata del processo.

Massime di principio

  • Se il giudizio nasce da opposizione a decreto penale con richiesta di giudizio immediato, il procedimento non può essere riportato alla fase precedente mediante restituzione degli atti al pubblico ministero salvo che non sussista una chiara e motivata necessità; altrimenti il provvedimento è qualificabile come abnorme.
  • Con l'opposizione al decreto penale, il decreto perde la natura di condanna anticipata e funge solo da titolo per l'avvio di un giudizio autonomo (immediato, abbreviato o di patteggiamento); il giudice dell'udienza dibattimentale deve verificare la rituale instaurazione del giudizio e procedere conformemente agli artt. 456 e 464 c.p.p.
  • La restituzione degli atti al PM in mancanza di un fondamento processuale concreto può determinare una stasi processuale e, se impugnata, può essere annullata dalla Corte di Cassazione come provvedimento abnorme.
  • In casi analoghi è fondamentale verificare se l'opposizione contenga esplicita richiesta di giudizio immediato: la presenza di tale richiesta vincola il corretto svolgimento del procedimento e limita la discrezionalità del giudice a rimettere gli atti al PM.
  • Quando si contesta un provvedimento di restituzione degli atti in tali ipotesi, la via di impugnazione può condurre all'annullamento senza rinvio se è accertata la regressione ingiustificata del procedimento.

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