Cassazione Penale, Sentenza n. 02294/2026 del 21/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti, terzi occupanti/appartenenti a nuclei familiari assegnatari di alloggi del complesso immobiliare sottoposto a sequestro preventivo, hanno impugnato l'ordinanza del G.I.P. che, su rinvio della Cassazione, ha revocato la sospensione dello sgombero. Le doglianze principali sono: (i) violazione del principio di proporzionalità perché il giudice dell'esecuzione non avrebbe verificato misure meno invasive dello sgombero; (ii) mancata e insufficiente istruttoria circa l'indispensabilità dello sgombero, in particolare omissione di un accertamento concreto sull'aggravio del carico urbanistico (numero effettivo di occupanti rispetto agli strumenti urbanistici); (iii) errata valutazione della buona fede degli assegnatari; (iv) mancata considerazione della segnalazione certificata di agibilità (SCIA) depositata in atti, ritenuta dai ricorrenti attestante l'abitabilità dell'opera.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione avesse correttamente applicato i principi indicati nella sentenza di annullamento e che la motivazione in fatto e di diritto fosse congrua: il complesso edilizio è risultato totalmente abusivo (assenza del titolo abilitativo), l'occupazione era effettuata da trentotto nuclei familiari e quindi l'aggravio del carico urbanistico si è ritenuto già presente con l'occupazione anche di una sola unità in caso di fabbricato totalmente abusivo. La Corte ha confermato che il sindacato di legittimità non può rivedere i fatti e le valutazioni probatorie dei giudici di merito salvo macroscopica illogicità, e che la SCIA è solo una segnalazione non equivalente al certificato di agibilità. Esito processuale: inammissibilità dei ricorsi, condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e alla somma di 3.000,00 euro ciascuno in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 627, comma 3, cod. proc. pen.
Richiamato come riferimento procedurale in tema di impugnazione degli atti dell'esecuzione: i ricorrenti hanno invocato il suo disposto nella contestazione della valutazione dell'indispensabilità dello sgombero; la Corte ha ritenuto la doglianza infondata in quanto la motivazione del giudice dell'esecuzione era adeguata.
Citato in relazione al requisito dell'indispensabilità dell'ordine di sgombero: la Corte ricorda che la verifica deve tener conto anche dell'aggravio concreto del carico urbanistico, ma il sindacato di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito nelle valutazioni fattuali.
art. 24 D.P.R. n. 380/2001 (agibilità)
La Corte distingue tra segnalazione certificata di agibilità (SCIA) e il certificato di agibilità vero e proprio: la SCIA depositata in atti non è stata ritenuta idonea a provare la legittimità edilizia e l'effettiva abitabilità dell'opera contestata.
Principio di proporzionalità
Applicabile anche in fase esecutiva del sequestro impeditivo, ma senza permettere, in assenza di impulso di parte, la rivalutazione dei presupposti del periculum in mora o del fumus commissi delicti; il giudice deve comunque bilanciare esigenze cautelari e diritto all'abitazione; nel caso concreto il G.I.P. ha valutato l'assenza di buona fede e la possibilità di rimedi civilistici, ritenendo lo sgombero proporzionato.
Massime di principio
- Il sindacato di legittimità (Cassazione) non è chiamato a rivedere le valutazioni fattuali dei giudici di merito se non in presenza di macroscopica illogicità: contestare la diversa lettura degli elementi di fatto non è sufficiente.
- In caso di immobile totalmente abusivo (assenza del titolo abilitativo), l'occupazione anche di una sola unità può integrare un aggravio del carico urbanistico rilevante ai fini dell'indispensabilità dello sgombero.
- La verifica dell'indispensabilità dello sgombero deve considerare l'aggravio concreto del carico urbanistico, ma l'accertamento concreto (numero effettivo di occupanti, capacità ricettiva prevista dagli strumenti urbanistici) è rimesso al giudice del merito; la Cassazione controlla la ragionevolezza e la logica della motivazione.
- La SCIA o segnalazione certificata di agibilità non equivale automaticamente al certificato di agibilità: la sola presenza di una SCIA non obbliga il giudice ad escludere l'illegittimità edilizia se sussistono elementi contrari.
- Nel bilanciamento tra diritto all'abitazione e esigenze cautelari, la buona fede degli occupanti e la possibilità di misure meno invasive sono elementi rilevanti; tuttavia la loro valutazione concreta spetta al giudice dell'esecuzione, che può ritenere non credibile o non sufficiente la posizione dei terzi se emergono indizi contrari.
- Quando la Corte di merito è stata espressamente richiamata per indicazioni di diritto dalla Cassazione, il giudice del rinvio deve applicare tali principi; la revisione in cassazione verterà allora sulla adeguatezza e completezza della motivazione del giudice del rinvio nel recepire e applicare tali principi.
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