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Sentenza

Sentenza n. 6336/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione Seconda, 14 marzo 2025, n. 2151.

Giustizia amministrativa202504329

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania, Sez. II, 14 marzo 2025, n. 2151, che aveva respinto il ricorso contro il rigetto dell’istanza di permesso di costruire e i motivi aggiunti contro la deliberazione commissariale relativa all’aggiornamento dello strumento d’intervento per l’apparato distributivo

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società aveva impugnato il rigetto comunale dell’istanza di permesso di costruire relativa alla demolizione e ricostruzione di un manufatto produttivo, con cambio di destinazione d’uso ad attività commerciale, nonché, con motivi aggiunti, la deliberazione del Commissario straordinario adottata con i poteri del Consiglio comunale n. 258 del 2014, recante l’aggiornamento semplificato dello Strumento d’intervento per l’apparato distributivo ai sensi della legge regionale n. 1/2014. Il TAR aveva respinto entrambe le impugnazioni. In appello, la società aveva inizialmente chiesto il rinvio in attesa della definizione di altro contenzioso relativo alla medesima deliberazione, ma successivamente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione nel merito, in ragione della vendita dell’immobile cui si riferiva la domanda di permesso di costruire, chiedendo la dichiarazione di improcedibilità e la compensazione delle spese. Il Comune si è opposto soltanto quanto alle spese, chiedendo la condanna dell’appellante.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha preso atto della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse conseguente alla vendita dell’immobile e ha dichiarato improcedibile l’appello ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il Collegio ha richiamato il principio dispositivo in senso ampio: quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione, il giudice non può decidere il merito, procedere d’ufficio o sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire, ma deve conformarsi alla dichiarazione resa, salvo diverse richieste avversarie rilevanti. Le spese del grado sono state compensate tra le parti, in considerazione della complessità del gravame e dell’andamento del giudizio.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La dichiarazione espressa della parte ricorrente o appellante di non avere più interesse alla decisione, resa sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione, impone al giudice amministrativo di dichiarare l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • In presenza di una dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, il giudice amministrativo non può decidere la controversia nel merito d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire, poiché nel processo amministrativo opera un principio dispositivo in senso ampio.
  • La vendita dell’immobile cui si riferisce una domanda di permesso di costruire può determinare la sopravvenuta carenza di interesse dell’originario richiedente alla decisione dell’impugnazione relativa al diniego del titolo edilizio.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàTitoli abilitativi edilizi
RamiProcesso amministrativoEdilizia
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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