Cassazione Penale, Sentenza n. 20469/2022 del 25/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente aveva chiesto l'ammissione alla misura alternativa dell'affidamento in prova al servizio sociale, prospettando possibilità di impiego a Milano. Il Tribunale di sorveglianza ha respinto la richiesta ritenendo che, nonostante la condotta positiva e la partecipazione al trattamento, il trasferimento a Milano — territorio nel quale il detenuto aveva svolto il ruolo di vertice in un sodalizio dedito al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina — avrebbe favorito la ripresa dei contatti con i suoi precedenti sodali. Il ricorso in cassazione denunciava difetto di motivazione, sostenendo che non era stata dimostrata l'attuale esistenza di rapporti con i precedenti sodali.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo infondato. Ha ritenuto che il giudizio del Tribunale di sorveglianza fosse fondato su una complessità di dati valutati secondo la prospettiva del giudizio di merito e che la motivazione fornita fosse adeguata e insindacabile nei limiti del giudizio di legittimità. In particolare la Corte ha ritenuto che le positive emergenze comportamentali non fossero sufficienti a garantire una prognosi favorevole rispetto al rischio connesso al ritorno nel medesimo territorio dove il ricorrente aveva svolto un ruolo di vertice nel sodalizio criminoso. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali
La norma è stata applicata per pronunciare la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in seguito al rigetto del ricorso; la Corte conferma l'onere delle spese a chi propone ricorso infondato.
Massime di principio
- La valutazione dell'idoneità di una misura alternativa alla detenzione si fonda sulla compatibilità tra il profilo soggettivo del detenuto e il contenuto concreto della misura richiesta: anche una buona condotta in carcere non è di per sé sufficiente se la misura comporta fattori che possono ostacolare la finalità rieducativa.
- Il trasferimento del detenuto in un territorio nel quale lo stesso ha avuto un ruolo significativo in attività criminali può legittimamente costituire motivo di diniego dell'affidamento in prova, per il concreto rischio di ricontatti con sodali e di recidiva.
- La Corte di cassazione sindaca la motivazione del giudice di merito nei limiti della verifica di adeguatezza e logicità: se la decisione è sorretta da una motivazione comprensiva dei dati rilevanti e coerente, il sindacato di legittimità deve essere respinto.
- Il difensore, di fronte a ragioni di diniego fondate su rischi legati al territorio o a precedenti ruoli criminali, dovrebbe proporre misure compensative e concrete garanzie (es. supervisione intensificata, collocamento in area diversa, piano di reinserimento dettagliato, vincoli di contatto) per attenuare il rischio valutato dal giudice.
- La mancanza di prova positiva della esistenza di rapporti attuali con ex sodali non impedisce al giudice di valutare il rischio sulla base del contesto fattuale e della storia criminale: è dunque importante fornire elementi aggiornati e concreti che possano escludere il rischio di ripresa dei contatti.
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