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Cassazione Penale, Ordinanza n. 26285/2025 del 18/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza impugnata aveva rideterminato la pena inflitta in primo grado sulla base dell'accordo raggiunto tra le parti in appello ex art. 599-bis c.p.p. Il difensore dell'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro tale decisione. Dal testo emerge che le censure non riguardavano la formazione della volontà di aderire al concordato, il consenso del pubblico ministero o una decisione del giudice difforme dall'accordo, ma investivano profili che la Corte ritiene estranei al perimetro del ricorso avverso la sentenza ex art. 599-bis c.p.p., inclusi motivi rinunciati, la mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. e vizi della pena non sfocianti in illegalità della sanzione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha richiamato il principio secondo cui, nel concordato in appello, il ricorso per cassazione è ammissibile solo per questioni attinenti alla formazione della volontà di aderire all'accordo, al consenso del pubblico ministero e al contenuto difforme della sentenza rispetto all'accordo stesso. Sono invece inammissibili le doglianze su motivi rinunciati, sulla mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. e sui meri vizi della determinazione della pena, salvo che la sanzione sia illegale. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 4.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 599-bis c.p.p.

    disciplina il concordato in appello; il ricorso per cassazione contro la sentenza emessa ex art. 599-bis è limitato ai vizi relativi alla volontà di aderire all'accordo, al consenso del pubblico ministero e alla difformità della pronuncia rispetto all'accordo.

  • art. 129 c.p.p.

    la Corte afferma che la doglianza sulla mancata verifica delle condizioni di proscioglimento è inammissibile nel ricorso avverso sentenza resa ex art. 599-bis c.p.p., salvo i limiti propri del concordato.

  • art. 22002/2019

    Sez. 2, n. 22002 del 10/04/2019, Rv. 276102 - 01

    precedente richiamato per ribadire l'ammissibilità limitata del ricorso in cassazione contro la sentenza di concordato in appello e l'inammissibilità delle doglianze sulla pena non illegale.

Massime di principio

  • Avverso la sentenza resa all'esito di concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p. il ricorso per cassazione è circoscritto a vizi che incidono sulla formazione e sulla validità dell'accordo processuale o sulla corrispondenza tra accordo e decisione del giudice.
  • Non sono deducibili in cassazione, contro una sentenza emessa ex art. 599-bis c.p.p., censure relative a motivi rinunciati o alla mancata valutazione delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., salvo ipotesi eccedenti i limiti del concordato.
  • I vizi nella determinazione della pena non determinano l'ammissibilità del ricorso se non si traducono in illegalità della sanzione, cioè se la pena resta nei limiti edittali e corrisponde a quella prevista dalla legge.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRiti alternativi
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

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