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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00215/2025 del 03/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza di appello che lo aveva condannato in relazione a fatti di ricettazione e al reato presupposto di cui all'art. 474 c.p. In primo motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione sostenendo che, per la ricettazione, avrebbe dovuto essere dichiarata la non doversi procedere per intervenuta prescrizione, assumendo che la fattispecie attenuata sarebbe dovuta essere considerata autonomamente ai fini del termine prescrizionale. Con secondo motivo ha lamentato vizio di motivazione sulla sussistenza del reato presupposto ex art. 474 c.p., valorizzando la scarsissima qualità della contraffazione dei marchi e la conseguente asserita irrilevanza penale della condotta, prospettando in sostanza una forma di contraffazione grossolana tale da escludere l'inganno e, quindi, la configurabilità del reato.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati. Quanto alla ricettazione, ha ribadito che l'ipotesi attenuata oggi prevista dal quarto comma dell'art. 648 c.p. non costituisce autonoma incriminazione, ma solo circostanza attenuante speciale; perciò, ai fini della prescrizione, deve aversi riguardo alla pena prevista dal primo comma. Quanto al reato di cui all'art. 474 c.p., ha affermato che la detenzione per la vendita di prodotti recanti marchio contraffatto integra il delitto anche se la contraffazione è grossolana, poiché il bene giuridico tutelato è la fede pubblica e il reato ha natura di pericolo, non richiedendo la prova dell'effettivo inganno dell'acquirente. Ne è conseguita la declaratoria di inammissibilità del ricorso, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    L'ipotesi attenuata prevista dal quarto comma non è una fattispecie autonoma, ma una circostanza attenuante speciale; per la prescrizione si applica la pena del primo comma.

  • art. 474 c.p.

    La detenzione per la vendita di prodotti con marchio contraffatto integra il delitto anche se la contraffazione è grossolana; il reato tutela la fede pubblica ed è reato di pericolo, non essendo necessario che l'inganno si realizzi.

Massime di principio

  • L'ipotesi attenuata della ricettazione non integra una autonoma figura di reato, ma una circostanza attenuante speciale; di conseguenza, il termine di prescrizione va calcolato sulla pena edittale prevista per la fattispecie base.
  • Ai fini della configurabilità del delitto previsto dall'art. 474 c.p., la grossolanità della contraffazione non esclude il reato quando la condotta consista nella detenzione per la vendita di prodotti recanti marchio contraffatto.
  • Il reato di cui all'art. 474 c.p. è un reato di pericolo posto a tutela della fede pubblica; non occorre la prova del concreto inganno dell'acquirente né, in presenza dei suoi presupposti, può parlarsi di reato impossibile per la sola scarsa qualità della falsificazione.

Come è indicizzato

MaterieFalsità in atto pubblicoRicettazioneImpugnazioni
RamiReati contro la fede pubblicaDelitti contro il patrimonioProcesso penale

Testo integrale

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