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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00159/2025 del 03/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che lo aveva ritenuto responsabile del reato di rapina. Con il primo motivo ha dedotto vizio di motivazione e violazione di legge, sostenendo che il fatto dovesse essere riqualificato come furto e non come rapina, contestando quindi la sussistenza della violenza richiesta dall'art. 628 c.p. Con il secondo motivo ha lamentato l'omesso riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di cassazione ha ritenuto entrambe le doglianze inammissibili e comunque manifestamente infondate, perché volte a sollecitare una rivalutazione del fatto e perché la motivazione di appello era congrua sia sulla qualificazione giuridica del fatto sia sul diniego delle attenuanti.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la decisione di merito. Ha ritenuto corretta la qualificazione del fatto come rapina, poiché la violenza era stata esercitata sulla persona offesa per impossessarsi del cellulare e non solo sulla cosa, e ha giudicato immune da vizi la motivazione con cui erano state negate le circostanze attenuanti generiche. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 628 c.p.

    La rapina ricorre quando la violenza è esercitata sulla persona offesa al fine di annullarne o limitarne la capacità di autodeterminazione e di impossessarsi del bene; la violenza può consistere anche in una spinta o in un urto, senza necessità di strumenti materiali.

  • art. 133 c.p.

    Il diniego delle circostanze attenuanti generiche può essere motivato valorizzando gli elementi ritenuti preponderanti ai fini del trattamento sanzionatorio, purché la motivazione non sia illogica o contraddittoria.

  • art. 62-bis c.p.

    Le circostanze attenuanti generiche possono essere negate in assenza di elementi positivi a favore dell'imputato; la valutazione è di fatto e non è sindacabile in cassazione se adeguatamente motivata.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio o una diversa ricostruzione dei fatti sotto la veste del vizio di motivazione o della violazione di legge, quando la censura si risolva nella mera riproposizione delle doglianze di merito.
  • Ai fini della rapina, la violenza richiesta dall'art. 628 c.p. è integrata da qualsiasi energia fisica esercitata sulla persona offesa per vincerne o limitarne la capacità di autodeterminazione, anche mediante una spinta o un urto, se funzionale all'impossessamento.
  • La distinzione tra furto con strappo o con destrezza e rapina dipende dalla presenza di violenza sulla persona, non essendo sufficiente la mera sottrazione della cosa se manca un'aggressione fisica diretta alla vittima.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo quando il giudice di merito dia conto degli elementi di cui all'art. 133 c.p. ritenuti prevalenti e non emergano profili di illogicità o contraddittorietà; la valutazione è essenzialmente discrezionale e di fatto.

Come è indicizzato

MaterieRapinaImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale

Testo integrale

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