Cassazione Penale, Sentenza n. 32513/2025 del 01/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso straordinario per errore materiale o di fatto ex art. 625-bis c.p.p., proposto in relazione al mantenimento della misura di confisca nei confronti di beni intestati a Murolo Giuseppe a seguito di rinvio disposto dopo annullamento parziale; il ricorrente contestava la statuizione di confisca pronunciata dal giudice dell'esecuzione e già oggetto di decisioni di merito e di cassazione
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione: l'azione straordinaria prevista dall'art. 625-bis c.p.p. è esperibile solo dal condannato e non dal terzo intestatario di beni confiscati. La Corte ha quindi respinto il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare in favore della Cassa delle ammende la somma di euro tremila ai sensi dell'art. 616 c.p.p., in mancanza di elementi che escludessero la colpa nella proposizione dell'impugnazione
Norme richiamate
Lo strumento del ricorso straordinario per errore materiale o di fatto è azionabile esclusivamente dal condannato; rileva solo quando la decisione del giudice dell'esecuzione "stabilizza" il giudicato sulla responsabilità rendendo irrimediabile il pregiudizio derivante dall'errore di fatto
Prevede la condanna alle spese e la possibilità di irrogare una sanzione pecuniaria a carico del ricorrente per impugnazione inammissibile salvo che siano presenti elementi escludenti la colpa
Sez. Unite, sentenza Nunziata (2017)
Precisa che il rimedio di cui all'art. 625-bis è destinato al condannato e trova applicazione quando il provvedimento del giudice dell'esecuzione stabilizza il giudicato sulla responsabilità
Sez. V, sentenza n. 4611 del 13.12.2023 (rv 285940)
Conferma l'assenza di legittimazione del terzo intestatario di beni confiscati a proporre il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p.; il rimedio non è esperibile in relazione a pronunce che riguardano istanze di restituzione proposte da terzi non condannati
Massime di principio
- Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. può essere proposto solo dal condannato; verificare sempre la qualità soggettiva del ricorrente prima di usare questo rimedio
- Il terzo intestatario di beni confiscati non è legittimato a promuovere il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto: per contestare la confisca il terzo deve attivare gli ordinari rimedi disponibili (es. istanza di restituzione davanti al giudice dell'esecuzione e i successivi gradi di impugnazione previsti)
- Il criterio decisivo è se la decisione impugnata "stabilizza" il giudicato sulla responsabilità: solo in tal caso può operare il rimedio previsto dall'art. 625-bis a vantaggio del condannato
- Il ricorso inammissibile comporta rischi economici: condanna alle spese e possibile sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; valutare con attenzione la fondatezza e la legittimazione prima di proporre il ricorso o considerare la prova dell'assenza di colpa per evitarne l'applicazione
- In presenza di conflitti tra ordini giurisdizionali o di posizioni di terzi su beni oggetto di confisca, è opportuno valutare rimedi alternativi (istanze al giudice dell'esecuzione, impugnazioni ordinarie alle decisioni di merito, azioni civili per la tutela della proprietà) piuttosto che il ricorso straordinario ex art. 625-bis
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