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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 09252/2026 del 11/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente contestava il diniego, opposto dalla direzione dell'istituto, all'autorizzazione all'acquisto e all'uso di un frigorifero nella camera di detenzione (detenuto in regime ex art. 41-bis). Dopo il diniego aveva proposto reclamo al magistrato di sorveglianza; il decreto impugnato ha rigettato il reclamo senza fissare udienza. Nel ricorso per cassazione il detenuto deduceva (1) vizio procedurale e violazione del diritto di difesa per mancata fissazione di udienza camerale e (2) vizio sostanziale per mancato riconoscimento della lesione del diritto alla salute/alla corretta conservazione degli alimenti, sostenendo che la negazione del frigorifero non è equivalente all'uso di borse frigo con tavolette refrigeranti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretto lo schema procedurale adottato dal magistrato di sorveglianza: il reclamo è stato qualificato come generico ex art. 35 L. 354/75 poiché mancava la prova di una violazione di un diritto soggettivo collegabile alla condotta dell'Amministrazione penitenziaria. Sul merito la Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata secondo la quale, nel regime 41-bis, il diniego di utilizzo di frigoriferi o di condivisione del frigorifero di sezione è legittimo e non lede il diritto alla sana alimentazione quando l'amministrazione consente modalità alternative (borse frigo morbide con tavolette refrigeranti) ritenute sufficienti per la conservazione degli alimenti. Per tali ragioni il reclamo poteva essere deciso de plano e il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 35 Ord. pen. (L. 354/75)

    Consente la qualificazione del reclamo come generico quando la pretesa non riguarda la lesione di un diritto soggettivo tutelabile; in tal caso il magistrato di sorveglianza può decidere de plano senza udienza

  • art. 35-bis Ord. pen.

    Richiamato dalle parti; la Corte ne considera rilevante l'ambito procedurale e la necessità di verificare preliminarmente l'esistenza di un diritto soggettivo soggetto a tutela giurisdizionale

  • art. 41-bis Ord. pen.

    Regime detentivo speciale che legittima misure organizzative e di sicurezza (es. limitazioni all'uso di frigoriferi o alla condivisione degli stessi); tali misure rientrano nella discrezionalità amministrativa se non incidono sul diritto sostanziale alla salute e alla corretta alimentazione

  • art. 678, comma 1 e art. 666, comma 2 cod. proc. pen.

    Norme processuali invocate nel ricorso; la Corte ha ritenuto che non sussistessero violazioni procedurali tali da rendere il ricorso ammissibile

  • art. 3, 27 e 111 Cost.

    Richiamati dal ricorrente per profili di uguaglianza, responsabilità e garanzie processuali; la Corte ha ritenuto che le misure impugnate non violassero tali principi alla luce della discrezionalità amministrativa e delle alternative offerte

  • art. 6 CEDU e art. 3 CEDU

    Richiamati rispetto alle garanzie processuali e al divieto di trattamenti inumani/degradanti; la Corte ha ritenuto che non si fosse raggiunta una lesione di tali diritti in relazione al diniego del frigorifero

  • art. 1 Ord. pen.

    Richiamato in relazione al principio di trattamento penitenziario; la Corte ha ritenuto che le esigenze di ordine e disciplina interne possano giustificare limitazioni organizzative non lesive del diritto sostanziale

Massime di principio

  • Il magistrato di sorveglianza deve preliminarmente accertare se il reclamo del detenuto riguarda la lesione di un diritto soggettivo; in assenza di tale lesione il reclamo può essere ritenuto generico e deciso de plano ai sensi dell'art. 35 L. 354/75
  • Nel regime 41-bis le scelte organizzative dell'amministrazione penitenziaria (es. divieto di frigoriferi in cella o di condivisione del frigorifero di sezione) sono sottratte a sindacato pieno se risultano giustificate da esigenze di ordine e disciplina e non ledono il diritto fondamentale alla salute quando esistono modalità alternative adeguate per la conservazione degli alimenti (es. borse frigo con tavolette refrigeranti)
  • La mera limitazione delle modalità di esercizio di un diritto (come il divieto del frigorifero) non equivale automaticamente a una lesione del diritto sostanziale; il detenuto deve dimostrare specifici elementi fattuali che provino l'effettivo pregiudizio
  • La mancata fissazione di udienza camerale non determina di per sé nullità o violazione del diritto di difesa se il reclamo è stato correttamente qualificato come generico e il provvedimento è motivato in conformità alla giurisprudenza
  • Il ricorrente che propone impugnazioni manifestamente infondate può essere condannato alle spese e a sanzioni pecuniarie (es. somme alla Cassa delle ammende)

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