Ordinanza n. 490/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio (Sezione II-bis) n. 6933 del 9 dicembre 2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Lazio n. 6933/2025, che aveva sospeso l'efficacia del provvedimento di Roma Capitale del 14 agosto 2025 relativo al mancato riesame della SCIA per la realizzazione di campi di paddle presso l'ex Istituto Sant'Ivo
Esito
Favorevole al resistente (terzi interessati)
Prevale il privato
La controversia
Palagen s.r.l. ha proposto appello cautelare ai sensi dell'art. 62 c.p.a. contro l'ordinanza con cui il TAR Lazio aveva accolto la domanda cautelare proposta da alcuni soggetti prospicienti l'area interessata dalle opere. La società ha dedotto l'inammissibilità e l'infondatezza del ricorso di primo grado e ha contestato l'utilità della misura cautelare, sostenendo che la sospensione non riguardasse direttamente la SCIA, titolo edilizio formatosi per effetto della segnalazione, ma il successivo provvedimento di Roma Capitale che aveva escluso la necessità di procedere al riesame o alla rivalutazione della SCIA. Secondo l'appellante, tale sospensione non avrebbe apportato un beneficio diretto agli originari ricorrenti. Gli appellati hanno chiesto il rigetto dell'appello, mentre Roma Capitale e il Ministero della cultura si sono costituiti formalmente.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare e confermato l'ordinanza del TAR Lazio. In sede di sommaria delibazione, ha ritenuto il ricorso originario tempestivo, anche perché i terzi non possono impugnare direttamente la SCIA. Ha inoltre ritenuto che la sospensione del provvedimento comunale sul mancato riesame della SCIA fosse idonea a mantenere integra la situazione giuridica e fattuale nelle more della decisione di merito, preservando le ragioni degli originari ricorrenti. La misura non è stata ritenuta produttiva di un pregiudizio grave e irreparabile per la società appellante, considerati la tipologia delle opere, gli elementi dedotti dalle parti e la prossimità dell'udienza pubblica di merito già fissata dal TAR al 12 maggio 2026. Le spese sono state poste a carico della società appellante nei confronti degli originari ricorrenti, liquidate in euro 2.000 oltre accessori; sono state compensate nei confronti di Roma Capitale e del Ministero della cultura, costituitisi solo formalmente.
Norme richiamate
Disciplina l'appello cautelare avverso le ordinanze cautelari del giudice di primo grado.
Massime di principio
- In sede di appello cautelare, la tempestività del ricorso proposto da terzi contro gli effetti di una SCIA può essere valutata considerando che il terzo non è tenuto a impugnare direttamente la SCIA, ma può contestare il comportamento o il provvedimento con cui l'amministrazione abbia escluso l'esercizio dei propri poteri di verifica o riesame.
- La sospensione del provvedimento amministrativo che abbia escluso la necessità di riesaminare una SCIA può costituire misura cautelare idonea a mantenere integra la situazione controversa, anche quando non incida direttamente sul titolo formatosi per effetto della SCIA.
- Nel giudizio cautelare, la misura può essere confermata quando preservi le ragioni del ricorrente nelle more del merito senza arrecare alla controparte un pregiudizio grave e irreparabile, tenuto conto della natura delle opere e della prossimità dell'udienza di merito.
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