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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27892/2026 del 23/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (imputato)

La controversia

Il Procuratore della Repubblica ha impugnato la sentenza del Tribunale di Siracusa che aveva condannato l'imputato alla pena di anni due di reclusione ed euro 1.000 di multa per il reato di ricettazione, con concessione delle attenuanti generiche equivalenti alla recidiva reiterata e specifica. L'unico motivo di ricorso ha denunciato vizio di motivazione in ordine al riconoscimento delle attenuanti generiche, sostenendo che il giudice di merito si sarebbe limitato a formule di stile e che la motivazione fosse apparente.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato il ricorso. Ha osservato che dalla motivazione della sentenza impugnata emergeva che le attenuanti generiche erano state riconosciute per adeguare la pena in concreto all'effettivo disvalore del fatto, in coerenza con la recidiva contestata. Secondo la Corte, dunque, non si era in presenza di motivazione apparente, ma di una giustificazione conforme all'orientamento di legittimità che attribuisce alle attenuanti generiche anche la funzione di calibrare la sanzione al concreto disvalore della vicenda. Il ricorso è stato quindi rigettato, senza statuizioni sulle spese per la parte pubblica.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    Norma incriminatrice del reato oggetto della condanna, indicata come titolo della responsabilità penale dell'imputato.

  • art. 3 Cost.

    Richiamato come parametro di ragionevolezza cui deve essere conforme la pena concretamente irrogata.

  • art. 27, comma terzo, Cost.

    Richiamato quale fondamento della finalità rieducativa della pena, cui contribuisce la congruità della sanzione.

Massime di principio

  • Le circostanze attenuanti generiche possono essere legittimamente valorizzate anche per adeguare la pena all'effettivo disvalore del fatto, nella globalità degli elementi oggettivi e soggettivi della vicenda.
  • La motivazione sul riconoscimento delle attenuanti generiche non è apparente quando il giudice di merito evidenzi, sia pure sinteticamente, gli elementi del caso concreto che giustificano la scelta.
  • Nel giudizio di comparazione con eventuali aggravanti, il giudice deve spiegare le ragioni della prevalenza, equivalenza o recessione delle circostanze, in modo da rendere comprensibile il percorso logico decisorio.
  • La funzione delle attenuanti generiche è anche quella di rendere la pena concreta rispettosa del principio di ragionevolezza e della finalità rieducativa della sanzione.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale

Testo integrale

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