Cassazione Penale, Sentenza n. 27189/2025 del 24/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo di un'automobile di proprietà della Flex Auto Premium s.r.l., trovata nella disponibilità del ricorrente nell'ambito di indagini nei confronti di Guerra Roberto Concetto per appropriazione indebita e truffa. Il ricorrente deduceva: 1) violazione di legge perché negli atti del Tribunale mancherebbe la richiesta di sequestro avanzata dal Pubblico Ministero; 2) di aver acquistato il veicolo in buona fede da Guerra, che risultava proprietario secondo le annotazioni PRA, per cui non sarebbe acquirente a non domino; 3) in quanto acquirente di buona fede sarebbe venuto meno il periculum in mora giustificativo del sequestro.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto irrilevante l'assenza della richiesta originaria del PM negli atti del Tribunale, atteso che il Tribunale aveva motivato il provvedimento sulla base del decreto genetico e degli atti d'indagine. Quanto alla qualità di proprietario del ricorrente, la Corte ha confermato l'esistenza di incertezza civilistica sulla proprietà, atteso il conflitto tra la società di leasing (che si dice proprietaria) e la querela dello stesso ricorrente: perciò la restituzione non era possibile in sede penale e andava eventualmente rimessa al giudice civile ai sensi dell'art. 324, comma 8, cod. proc. pen. La Corte ha inoltre ritenuto adeguatamente motivate le ragioni del vincolo cautelare e del periculum in mora, non sindacabili in questa sede nei termini dell'art. 325 cod. proc. pen. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 324, comma 8, cod. proc. pen.
Se la restituzione del bene è ostacolata da questioni di proprietà civilistiche, il giudice penale può rinviare la decisione al giudice civile; pertanto, in presenza di contestazioni sulla proprietà, il sequestro cautelare può essere mantenuto e la restituzione non può essere disposta in sede penale
Limiti del sindacato di legittimità in Cassazione sulle motivazioni del giudice del riesame: questioni di valutazione e motivazioni adeguate relative al periculum in mora e al fumus commissi delicti non costituiscono automatica violazione di legge e quindi non sono rimediabili con successo se il motivo è manifestamente infondato
Massime di principio
- La mera iscrizione al PRA a nome di un presunto venditore non è sufficiente, di per sé, a impedire il mantenimento di un sequestro se esistono contestazioni concorrenti sulla proprietà (es. rivendicazione della società di leasing).
- Quando la proprietà del bene è dubbia per questioni civilistiche, il giudice penale può rinviare la soluzione al giudice civile (art. 324, comma 8 c.p.p.), e il terzo che chiede la restituzione può risultare privo di interesse se non è provata la sua titolarità definitiva.
- L'assenza di atti formali (es. richiesta originaria del PM) nel fascicolo non necessariamente incide sulla validità del provvedimento se la decisione è adeguatamente motivata su altri elementi processuali; l'eccezione è priva di rilevanza se non altera l'esito.
- In Cassazione contro ordinanze di riesame sulle misure cautelari reali il sindacato sulle valutazioni di fatto e sulla congruità della motivazione è limitato: se il motivo è manifestamente infondato il ricorso è inammissibile e il terzo può essere condannato a spese e alla sanzione alla Cassa delle Ammende.
- Per ottenere la restituzione di un bene sequestrato come terzo è necessario dimostrare con chiarezza la titolarità e l'assenza di ragioni ostative; l'acquisto in buona fede richiede prova convincente che escluda contestazioni di terzi titolari (es. leasing).
Testo integrale
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