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Cassazione Civile, Ordinanza n. 02999/2025 del 06/02/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (amministratore giudiziario)

La controversia

La società, i cui beni erano sottoposti a sequestro preventivo penale finalizzato alla confisca obbligatoria, aveva presentato domanda di concordato preventivo "in bianco" con continuità aziendale. Il tribunale aveva ammesso la domanda e, in pendenza del termine per il deposito di proposta, piano e documentazione, aveva autorizzato il pagamento delle retribuzioni dei dipendenti per un mese e, più in generale, la prosecuzione dell'ordinaria gestione aziendale con accesso diretto ai conti correnti societari. L'amministratore giudiziario dei beni sequestrati aveva proposto reclamo e la corte d'appello aveva revocato l'autorizzazione, ritenendo che i pagamenti autorizzati equivalessero a un dissequestro di fatto di somme vincolate alla confisca, non consentito dal giudice penale. Contro tale decreto i commissari giudiziali e la società hanno proposto ricorso straordinario per cassazione, lamentando l'illegittimità della revoca e, in sostanza, la possibilità di eseguire i pagamenti autorizzati nel contesto del concordato.

La decisione

La Corte di cassazione non ha esaminato nel merito le censure e ha dichiarato inammissibili sia il ricorso principale sia quello incidentale. Ha ritenuto che il decreto della corte d'appello avesse natura interinale e non decisoria su diritti soggettivi, perché si limitava a delimitare i poteri gestori della società nell'ambito della procedura, senza incidere con efficacia definitiva sui diritti delle parti. Di conseguenza il provvedimento non era impugnabile con ricorso straordinario ex art. 111, comma 7, Cost. Le spese sono state poste a carico solidale dei ricorrenti, con ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 111, comma 7, Cost.

    Il ricorso straordinario è ammissibile solo contro provvedimenti giurisdizionali aventi caratteri di decisorietà e definitività, idonei a incidere irrevocabilmente su diritti soggettivi.

  • art. 182 quinquies, comma 4, l. fall.

    Norma richiamata quale base dell'autorizzazione del tribunale al pagamento di crediti nel contesto del concordato, ma il decreto impugnato è stato ritenuto non decisorio e quindi non ricorribile in cassazione.

  • art. 161, comma 7, l. fall.

    Norma richiamata per la domanda di concordato in bianco e per i poteri autorizzatori nella fase prenotativa.

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    È stata dichiarata la sussistenza dei presupposti per l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1 bis, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Parametro richiamato per quantificare l'ulteriore contributo unificato dovuto in caso di inammissibilità.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per cassazione ex art. 111, comma 7, Cost. è esperibile solo avverso provvedimenti che abbiano natura decisoria e definitiva; sono esclusi i provvedimenti meramente interinali o di regolazione del procedimento.
  • La revoca o la conferma di autorizzazioni gestorie adottate nel quadro di una procedura concorsuale, quando si limitino a definire i limiti operativi della gestione senza statuire definitivamente su diritti soggettivi, non integra un provvedimento impugnabile con ricorso straordinario.
  • La possibile incidenza economica indiretta su posizioni creditorie di terzi non basta a conferire decisorietà al provvedimento, se il credito resta tutelabile in sede propria e nella procedura concorsuale.
  • Quando il provvedimento impugnato è privo dei requisiti di decisorietà e definitività, la Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso senza esaminare i motivi di merito.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicato

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