Cassazione Penale, Sentenza n. 18898/2022 del 12/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso deduceva tre profili: 1) vizio di motivazione e difetto di sussistenza della partecipazione al delitto di riciclaggio (capo 5): Cipriani avrebbe solo consigliato al coimputato di usare una targa diversa e non avrebbe materialmente contribuito all'apposizione della targa, per cui non sarebbe riconoscibile la sua responsabilità per riciclaggio; in subordine si chiedeva la riqualificazione del fatto in ricettazione; 2) violazione dell'art. 81 c.p.: la Corte territoriale avrebbe individuato come reato più grave un delitto diverso rispetto al primo grado ma avrebbe mantenuto la pena base al minimo edittale di un reato satellite, contraddicendo il principio di individuazione del trattamento sanzionatorio; 3) vizio di motivazione e errore di calcolo nella quantificazione degli aumenti per continuazione applicati a specifici reati (aumenti eccedenti o computati male), con richiesta di annullamento della sentenza o revisione della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto i primi due motivi e ha parzialmente accolto il terzo. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile come generico ma, nel merito, ha confermato la responsabilità per riciclaggio: dalle intercettazioni emergeva la consapevolezza di Cipriani circa l'intenzione del coimputato di apporre una targa non propria sulla Fiat Panda rubata e il suo consiglio di usare una diversa targa rafforzava il proposito criminoso; inoltre la norma punisce tanto l'apposizione di targhe false quanto l'apposizione di targhe appartenenti ad altro veicolo. La richiesta di riqualificazione in ricettazione è stata ritenuta infondata perché la distinzione tra ricettazione e riciclaggio dipende dall'elemento materiale (idoneità a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa) e dall'elemento soggettivo, elementi presenti nel caso. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione del principio delle Sezioni Unite relativo alla continuazione e al divieto di irrogare una pena base inferiore al minimo di uno dei reati satellite. Sul terzo motivo la Cassazione ha invece rilevato un errore di calcolo nell'aumento per continuazione applicato a un furto (proc. 13172/20 RNR - Garessio) e ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente alla misura della pena, rideterminandola in anni quattro, mesi otto e giorni dieci di reclusione e euro 5.820,00 di multa.
Norme richiamate
art. 648-bis cod. pen. (riciclaggio)
La norma punisce le operazioni dirette ad ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa del bene; tale elemento si realizza sia con l'apposizione di una targa integralmente falsa sia con l'apposizione di una targa appartenente a diverso veicolo. Nel caso concreto l'apposizione di targhe non proprie su auto rubate era volta ad impedire l'identificazione e quindi integra il reato di riciclaggio.
art. 81 cod. pen. (continuazione)
Applicazione della continuazione tra reati e principio di determinazione del trattamento sanzionatorio: nelle ipotesi di reati omogenei per i quali si riconosce la continuazione, la scelta del reato più grave non può comportare l'irrogazione di una pena base inferiore al minimo previsto per uno dei reati satellite.
Sez. U, n. 25939 del 28/02/2013 (Ciabotti)
Precedente di legittimità richiamato per il principio secondo cui, nel concorso di reati omogenei collegati da continuazione, la determinazione della pena non può scendere sotto il minimo edittale di uno dei reati satellite.
Sez. 1, n. 3373 del 14/05/1997 (Donateo)
Giurisprudenza richiamata a supporto dell'affermazione che l'apposizione di una targa diversa da quella propria del veicolo è idonea a integrare l'operazione tipica del riciclaggio, in quanto ostacola l'identificazione della provenienza delittuosa.
Sez. 2, n. 30265 del 11/05/2017 (Giamè) e Sez. 2, n. 25940 del 12/02/2013 (Bonnici)
Giurisprudenza richiamata per ribadire la differenza tra ricettazione e riciclaggio: la qualificazione dipende dall'elemento materiale e dall'elemento soggettivo (dolo di impedire l'identificazione), non dalla sola finalità di profitto.
art. 424 cod. pen. (danneggiamento seguito da incendio) e art. 635 cod. pen. (danneggiamento)
Riferimenti alle diverse fattispecie utilizzati per valutare la diversa gravità e la conseguente misura degli aumenti per continuazione: il danneggiamento seguito da incendio è considerato più grave rispetto al semplice danneggiamento.
Massime di principio
- La responsabilità per riciclaggio può ricondursi anche a condotte di ausilio o di impulso quando il soggetto sia consapevole dell'operazione volta a ostacolare l'identificazione della provenienza del bene; il mero 'consiglio' può essere valutato come rafforzamento del proposito criminoso se contribuisce alla decisione del complice.
- La distinzione tra ricettazione e riciclaggio dipende dall'elemento materiale (idoneità della condotta a ostacolare l'identificazione della provenienza del bene) e dall'elemento soggettivo (dolo specifico di impedire l'identificazione), non dalla sola finalità di profitto.
- In caso di più reati collegati da continuazione, il giudice deve rispettare il principio secondo cui la pena complessiva non può risultare inferiore al minimo edittale di uno dei reati satellite quando questi sono omogenei per specie e genere (Sezioni Unite).
- Se l'appello lamenta errori di calcolo nella quantificazione della pena, la Suprema Corte può correggere direttamente gli errori aritmetici annullando senza rinvio la misura della pena e rideterminandola, quando si tratta di semplice rettifica di conteggi.
- I motivi di ricorso generici o mal delimitati possono essere dichiarati inammissibili; tuttavia, se la motivazione del merito è presente e coerente, la Cassazione può comunque esaminare nel merito la qualificazione giuridica contestata.
- La mancata risposta del giudice d'appello a una richiesta di diversa qualificazione può essere censurata, ma la Corte valuterà altresì la fondatezza sostanziale della richiesta alla luce degli elementi probatori e della corretta interpretazione delle norme.
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