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Ordinanza

Ordinanza n. 282/2026 - Venezia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600565

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimenti di proroga temporanea del disciplinare di assegnazione, restituzione di aree non più idonee alla venericoltura e ammissione alla fase successiva della procedura comparativa per il rilascio di subconcessioni, oltre agli atti presupposti della procedura e alla Carta Ittica Regionale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni concedenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha chiesto l’annullamento, previa sospensione cautelare, di una pluralità di atti relativi all’assegnazione di spazi acquei lagunari del demanio marittimo per l’attività di venericoltura nella Laguna di Venezia. Sono stati contestati, in particolare, la terza proroga temporanea del disciplinare di assegnazione, il provvedimento di restituzione di aree ritenute non più idonee all’attività produttiva e il provvedimento di ammissione alla fase n. 3 della procedura comparativa, nonché gli atti presupposti, inclusi l’avviso pubblico, i verbali della procedura, le precedenti proroghe, il disciplinare, il decreto regionale e la Carta Ittica Regionale. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che la ricorrente non ha dedotto motivi specifici diretti a censurare la Carta Ittica Regionale, la cui disciplina risulta astrattamente preclusiva della concessione dell’area reclamata. Il giudizio cautelare ha inoltre riguardato l’attuale sussistenza dell’interesse al gravame, considerata la scadenza delle proroghe del rapporto concessorio.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ai sensi dell’art. 55 c.p.a., ritenendo che non emergessero apprezzabili prospettive di accoglimento del ricorso nella sommaria delibazione propria della fase cautelare. Il giudice ha valorizzato, anzitutto, la mancata proposizione di censure specifiche contro la Carta Ittica Regionale, la cui formulazione appariva di per sé ostativa alla concessione dell’area richiesta. Ha inoltre rilevato, almeno nella prospettiva dell’attuale interesse al gravame, la scadenza al 31 dicembre 2025 della proroga che ancora legittimava l’occupazione della porzione di area interdetta alla produzione, nonché la definitiva scadenza al 30 aprile 2026 della successiva proroga. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della particolarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo il modello di tutela cautelare del processo amministrativo; il TAR l’ha respinta per l’assenza di apprezzabili prospettive di accoglimento del ricorso nella sommaria delibazione propria della fase.

  • art. 5 l.r. Veneto 28 aprile 1998, n. 19

    È richiamato quale fondamento normativo della Carta Ittica Regionale, ma l’ordinanza non ne sviluppa una specifica interpretazione.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la mancata deduzione di motivi specifici contro un atto presupposto che appare autonomamente ostativo alla pretesa del ricorrente può escludere la sussistenza di apprezzabili prospettive di accoglimento del ricorso.
  • L’interesse cautelare può risultare compromesso dalla scadenza del titolo concessorio che legittimava l’occupazione o l’utilizzazione dell’area controversa, soprattutto quando sia intervenuta anche la scadenza della successiva proroga.
  • La tutela cautelare deve essere negata quando, alla luce degli atti impugnati e della situazione temporale del rapporto, non emergano apprezzabili prospettive di accoglimento del ricorso nella fase di sommaria delibazione.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali idriche, lacuali e portualiTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareLegittimazione e interesse a ricorrereDecadenza e tardività

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