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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38249/2024 del 18/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il giudice d'appello ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Reggio Calabria per nuovo esame, perché il provvedimento originario non esplicitava una specifica finalità probatoria né indicava elementi concreti che giustificassero il mantenimento del vincolo sul bene; la mera prospettazione di una perizia d'ufficio non è sufficiente a sorreggere il sequestro.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna il rigetto dell'istanza di dissequestro, essendo proprietario dell'autovettura Suzuki Celerio tg. FS816WC sequestrata nel corso di indagini per un sinistro stradale. Contesta l'ordinanza per violazione di legge e carenza di motivazione: il GIP avrebbe motivato il mantenimento del sequestro in modo apparente e generico, riferendosi solo all'eventualità di una perizia d'ufficio senza indicare le ragioni concrete che rendono necessaria l'acquisizione e la conservazione del veicolo a fini probatori.

Norme richiamate

  • art. 187 cod. proc. pen.

    Richiama la necessità che il sequestro probatorio espliciti le ragioni concrete che giustificano l'acquisizione temporanea del bene in funzione dell'accertamento dei fatti rilevanti per il processo (thema decidendum) e della assicurazione della prova.

  • art. 253 cod. proc. pen. (1° comma)

    Prevede la restituzione delle cose sequestrate a chi ne ha diritto prima della sentenza quando non è necessario mantenere il sequestro a fini di prova; impone quindi che il mantenimento del vincolo sia adeguatamente motivato.

  • art. 262 cod. proc. pen. (1° comma)

    Coordinato con l'art. 253, conferma che non va proseguito il vincolo sulle cose quando le esigenze probatorie non lo richiedono, imponendo al giudice di esplicitare le esigenze processuali che giustificano la continuazione del sequestro.

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio deve rientrare in uno dei modelli legali (probatorio, preventivo, conservativo) e la scelta va motivata in relazione alle finalità perseguite.
  • Per mantenere un sequestro probatorio il giudice deve indicare ragioni concrete e specifiche che mostrino l'effettiva necessità dell'acquisizione temporanea del bene ai fini della prova; affermazioni generiche o l'ipotesi di una futura perizia non sono sufficienti.
  • Gli articoli 253 e 262 c.p.p. vanno interpretati in senso favorevole alla restituzione quando le esigenze probatorie possono essere soddisfatte senza il vincolo: la restituzione prima della sentenza è possibile se non è necessario mantenere il sequestro a fini di prova.
  • La difesa di terzi aventi diritto può ottenere l'annullamento del provvedimento di sequestro quando manca una motivazione adeguata: vale quindi la tutela cautelare del diritto di proprietà/possesso contro vincoli processuali immotivati.
  • In fase di istruttoria il giudice deve valutare alternative meno gravose (es. fotografie, rilievi tecnici già eseguiti) prima di disporre o protrarre il sequestro del bene.
  • Per i magistrati è prudente indicare nello specifico gli elementi fattuali e tecnici (es. rischio di alterazione della prova, impossibilità di accertamenti in altra forma) che giustificano il mantenimento del sequestro.

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