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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30636/2026 del 11/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La Corte ha escluso la fondatezza di tutti i motivi dedotti, sia quello relativo alla resistenza a pubblico ufficiale, sia quelli concernenti pena, continuazione e recidiva.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Bologna del 4 aprile 2025. Dal testo emerge che il ricorso investiva più profili: in primo luogo la configurabilità del reato di resistenza a pubblico ufficiale, deducendosi implicitamente l'insussistenza della violenza richiesta dalla norma; inoltre il trattamento sanzionatorio, con contestazione degli aumenti di pena applicati a titolo di continuazione; infine il riconoscimento della recidiva. La Corte di cassazione ha ritenuto manifestamente infondato il motivo sulla resistenza, osservando che la fuga tenuta con modalità tali da mettere in pericolo gli inseguitori e gli altri utenti della strada integra la fattispecie dell'art. 337 c.p.; nel caso concreto, lo speronamento dell'autovettura di servizio è stato qualificato come atto di violenza direttamente rivolto contro gli agenti. Sono stati ritenuti manifestamente infondati anche gli altri motivi, perché la Corte territoriale aveva motivato espressamente sia sui presupposti della recidiva sia sulla necessità di adeguare la pena alla gravità oggettiva della condotta, senza vizi motivazionali sindacabili in cassazione.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    La fuga attuata con modalità pericolose per gli inseguitori e per gli utenti della strada, e in particolare lo speronamento dell'auto di servizio, integra il reato di resistenza a pubblico ufficiale perché costituisce violenza diretta contro gli agenti.

  • continuazione

    Il motivo relativo agli aumenti di pena per continuazione è stato ritenuto manifestamente infondato, poiché la Corte d'appello aveva già motivato sulla determinazione degli aumenti.

  • recidiva

    Il riconoscimento della recidiva è stato ritenuto sorretto da motivazione espressa sui relativi presupposti, non emergendo vizi motivazionali.

Massime di principio

  • Ai fini della resistenza a pubblico ufficiale, la violenza può consistere anche in una condotta di fuga con modalità concretamente pericolose, quando essa si traduca in una aggressione fisica o in uno speronamento dell'auto di servizio degli operanti.
  • Lo speronamento del veicolo di servizio degli agenti, se avviene nel contesto della fuga, può integrare un atto di violenza direttamente rivolto contro i pubblici ufficiali e non una mera inosservanza di ordine.
  • In sede di legittimità sono inammissibili le censure che si risolvano in una richiesta di rivalutazione del trattamento sanzionatorio quando la sentenza impugnata abbia dato conto in modo espresso dei criteri seguiti per la pena, degli aumenti per continuazione e dei presupposti della recidiva.
  • La manifesta infondatezza di tutti i motivi comporta la declaratoria di inammissibilità del ricorso e la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeImpugnazioniPena e commisurazioneCircostanze del reato
RamiReati contro la PAProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazioneRecidiva

Testo integrale

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