Cassazione Civile, Sentenza n. 17965/2021 del 23/06/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La società Fininvest ha impugnato la sentenza d'appello che aveva rigettato la sua domanda di risarcimento per diffamazione a mezzo stampa proposta contro gli autori e l'editore del libro "Colletti Sporchi". Lamentava che il testo evocasse un coinvolgimento di Fininvest con Cosa Nostra e attività di riciclaggio (richiamando dichiarazioni del pentito Cancemi, collegamenti con i processi Dell'Utri e Calvi e una consulenza Giuffrida), oltre a chiedere la cancellazione di espressioni offensive contenute nella comparsa di costituzione di Tescaroli.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la Corte d'appello aveva adeguatamente motivato il rigetto della domanda risarcitoria ritenendo che i passi contestati costituissero ricostruzione di emergenze processuali e non affermazioni assertive di responsabilità penale o di condotte di riciclaggio attribuibili a Fininvest. Ha ritenuto inoltre non sussistente vizio di motivazione nei limiti valutabili in cassazione e ha escluso l'omesso esame di fatti decisivi. Quanto alle espressioni nella comparsa di Tescaroli, ha confermato la valutazione di merito sulla loro pertinenza e la non censurabilità del giudizio discrezionale del giudice sull'ordine di cancellazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio in favore dei controricorrenti (compensi liquidati e esborsi equitativamente ridotti) e ad assolvere agli obblighi di contributo unificato previsti.
Norme richiamate
art. 360 c.p.c. (comma 1, nn. 3, 4, 5)
Regole sulla possibilità di impugnare in cassazione per violazione di legge, nullità per mancanza o apparente motivazione e omesso esame di fatti decisivi; la Corte ha applicato i limiti del sindacato di legittimità sui vizi di motivazione e omesso esame
art. 132 c.p.c. (comma 2, n. 4)
Causa di nullità della sentenza per motivazione mancante: la Corte ricorda i casi tassativi in cui la motivazione è assente o apparente
Potere di ordinare la cancellazione di parti delle difese ritenute estranee o sconvenienti; la Corte ha confermato che la valutazione sulla pertinenza è discrezionale e di merito
art. 366 c.p.c. (comma 1, n. 6) e art. 369 c.p.c. (comma 2, n. 4)
Regole formali per la deduzione dei motivi in cassazione e l'obbligo di indicare i punti di fatto e di diritto; la Corte ha richiamato tali oneri per la verifica dell'ammissibilità
art. 23 comma 8-bis d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, conv. legge 18 dicembre 2020, n. 176
Norma che consente la trattazione in camera di consiglio e la presentazione di conclusioni scritte; la Corte ha proceduto in camera di consiglio in assenza di richiesta di udienza
art. 13 comma 1-quater d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
Regime del contributo unificato per il ricorso: la Corte ha rilevato l'obbligo di versamento in base alle disposizioni richiamate
Norma generale sulla responsabilità civile; richiamata come fondamento generale della pretesa risarcitoria per diffamazione
Riferimento alla responsabilità dell'editore per il contenuto pubblicato; richiamata nel contesto dell'azione contro l'editore
Norme penali sulla diffamazione e sulle scriminanti; richiamate a corredo del quadro normativo ma trattate nei limiti della materia civilistica
art. 2 e art. 21 Cost.
Principi costituzionali di libertà e di manifestazione del pensiero e diritto di cronaca/critica; la Corte ne ha richiamato il ruolo nel bilanciamento con la tutela della reputazione
art. 10 CEDU
Tutela della libertà di espressione nell'ordinamento sovranazionale; richiamata nel quadro interpretativo della libertà di stampa
Sanzione per lite temeraria: la Corte ha escluso l'applicazione di sanzioni ex art. 96, ritenendo che il ricorso non fosse manifestamente strumentale
Massime di principio
- Il giudizio sulla capacità diffamatoria di espressioni e sulla verità dei fatti narrati è essenzialmente di merito: la Corte di cassazione sindaca solo su vizi di motivazione, omesso esame dei fatti decisivi o violazione di legge ben specificata
- La mancanza o l'apparenza di motivazione è sindacabile in cassazione solo in casi tassativi (assenza materiale della motivazione, contraddizione irriducibile, motivazione perplessa o puramente apparente)
- Per denunciare l'omesso esame di fatti decisivi in cassazione è necessario indicare con precisione i fatti, dove risultino negli atti e come la loro considerazione avrebbe potuto mutare l'esito
- La ricostruzione di fatti giudiziari e la mera narrazione di emergenze processuali non costituiscono automaticamente affermazioni assertive di responsabilità dell'entità citata; il contesto e la forma narrativa sono determinanti
- La valutazione sulla pertinenza e sull'offensività di espressioni contenute negli atti difensivi (art.89 c.p.c.) è discrezionale e rimessa al giudice di merito, non sindacabile se adeguatamente motivata
- Le spese e le eventuali sanzioni per impugnazioni infondate sono possibili ma non automatiche: la cassazione richiede prova di uso meramente strumentale del potere di impugnazione per irrogare penalità
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