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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 330/2025 del 07/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il condannato Antonio Scicchitano ha proposto un incidente di esecuzione riguardante l'applicazione della disciplina del reato continuato (art. 671 c.p.p.). Si è formato un conflitto di competenza perché la Corte di appello di Catanzaro si era precedentemente dichiarata incompetente e il Tribunale di Rovereto, ritenendosi a sua volta funzionalmente incompetente per definire l'incidente, ha sollevato conflitto negativo rimettendo gli atti alla Corte di cassazione. La questione centrale era quale fosse l'ultimo provvedimento di condanna divenuto irrevocabile (e quindi quale giudice fosse competente per l'esecuzione): il Tribunale indicava una sentenza del 21 luglio 2022 (irrevocabile dal 22 ottobre 2022) mentre il Tribunale rimettente individuava nell'ultima irrevocabilità la sentenza della Corte di appello di Catanzaro del 7 marzo 2022, divenuta irrevocabile l'8 giugno 2023.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato ammissibile il conflitto e lo ha risolto affermando la competenza della Corte di appello di Catanzaro. Ha richiamato il principio consolidato della giurisprudenza secondo cui, nel procedimento di esecuzione e in presenza di più provvedimenti eseguibili sullo stesso soggetto, la competenza spetta al giudice che ha pronunciato l'ultima condanna divenuta irrevocabile, a prescindere dalla natura del titolo esecutivo. Applicando tale principio, la Corte ha ritenuto che la condanna ultima irrevocabile di Scicchitano sia quella della Corte di appello del 7 marzo 2022 (irrevocabile dall'8 giugno 2023) e ha disposto la trasmissione degli atti a quella Corte per il prosieguo.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma sostanziando l'oggetto dell'incidente di esecuzione (applicazione del reato continuato). La Corte non interpreta la norma sostanziale nel merito, ma la indica come materia dell'istanza di esecuzione che ha originato il conflitto di competenza.

  • art. 28, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina la rimessione alla Corte di cassazione per la decisione del conflitto di competenza; usata per giustificare la trasmissione degli atti alla Cassazione.

  • art. 30 cod. proc. pen.

    Ulteriore norma procedurale richiamata per la regolazione del conflitto di competenza tra giudici; usata in combinato con l'art. 28 per la devoluzione della questione alla Corte di cassazione.

  • art. 611, comma 1-bis, lett. a), cod. proc. pen.

    Norma richiamata per spiegare che il giudizio di cassazione si è svolto a trattazione scritta in mancanza di diversa sollecitazione delle parti; rilevante solo sul profilo procedurale della trattazione del ricorso.

  • Giurisprudenza della Corte di cassazione (Sez. 1, sent. n. 10475/2017; n. 33923/2015; n. 52201/2014)

    Principio costante enunciato dalla giurisprudenza regolatrice: nel procedimento di esecuzione, la competenza appartiene al giudice che ha pronunciato la condanna divenuta irrevocabile per ultima, indipendentemente dal titolo esecutivo oggetto dell'incidente.

Massime di principio

  • Nel procedimento di esecuzione, se esistono più provvedimenti eseguibili sul medesimo soggetto la competenza spetta al giudice che ha pronunciato l'ultima condanna divenuta irrevocabile.
  • Se due o più giudici si rifiutano di provvedere e si determina una stasi procedimentale, il conflitto di competenza è ammissibile e va devoluto alla Corte di cassazione per la decisione.
  • Per determinare la competenza occorre confrontare non la data di emissione delle sentenze ma la data in cui ciascuna è divenuta irrevocabile (data di definitività); prevale l'irrivocabilità più recente.
  • La valutazione della competenza nel giudizio di esecuzione è indipendente dalla natura del titolo esecutivo o dall'oggetto specifico dell'incidente: rileva esclusivamente quale giudice ha emesso l'ultima condanna irrevocabile.
  • In presenza di conflitto negativo, la Corte di cassazione può disporre la trasmissione degli atti al giudice indicato come competente sulla base del principio dell'ultima irrevocabilità.

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