Cassazione Penale, Sentenza n. 41727/2024 del 13/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Pubblico Ministero ha chiesto la dichiarazione di inammissibilità del ricorso. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile e, conseguentemente, ha confermato la sentenza di condanna resa dal Tribunale di Velletri.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Il difensore ha impugnato la sentenza di condanna (art. 727 cod. pen.) lamentando, fra l'altro, l'insufficienza degli elementi acquisiti per affermare la responsabilità penale dell'imputato, contestando quindi la valutazione probatoria alla base della condanna.
Norme richiamate
La norma è stata applicata quale fattispecie penalmente rilevante addebitata a BARTOLOZZI Mirko (reato di abbandono di animali); la Corte ha ritenuto sussistenti gli elementi della fattispecie così come valutati in primo grado
Massime di principio
- Un ricorso per cassazione non può limitarsi a una rinnovata valutazione dei fatti o della prova: deve indicare specifici profili di illegittimità di diritto o vizi motivazionali rilevanti in diritto.
- Se il ricorso si configura sostanzialmente come un appello in fatto (cioè una richiesta di riconsiderazione della prova), la Corte può dichiararlo inammissibile.
- La parte che denuncia insufficienza di prove deve formulare censure nei termini della cassazione (es. vizio di motivazione, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione) per rendere il ricorso ammissibile.
- La dichiarazione di inammissibilità del ricorso di cassazione comporta in concreto la conferma della sentenza impugnata, salvo che sussistano altri motivi di annullamento.
- In procedimenti per reati come quello di cui all'art. 727 c.p., per ribaltare una condanna in sede di legittimità è necessario dimostrare errori di diritto o macroscopici vizi logico-giuridici nella motivazione, non la mera diversa interpretazione della prova.
Testo integrale
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