Sentenza n. 10887/2026 - Roma, Sezione 5Q
Per l'annullamento -previa tutela cautelare - A) del provvedimento n. D/5288/2025 dell’Ambasciata d’Italia a New Delhi del 22/9/2025 e notificato al ricorrente il successivo 24/9/2025 con cui è stata rigettata la richiesta di visto per lavoro subordinato presentata in data 5/8/2025 dal Signor -OMISSIS-, previo nulla osta al lavoro subordinato n. P-MN/L/Q/2025/101239 rilasciato dal SUI di Mantova il 1/5/2025 nell’ambito del Decreto Flussi 2025; B) di ogni altro provvedimento preordinato, connesso e consequenziale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di visto per lavoro subordinato emesso dall'Ambasciata d'Italia a New Delhi
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto per lavoro subordinato richiesto sulla base di un nulla osta al lavoro rilasciato dallo Sportello unico per l'immigrazione di Mantova nell'ambito del Decreto Flussi 2025, chiedendone l'annullamento previa tutela cautelare. Nelle more del giudizio, l'amministrazione ha rilasciato il visto precedentemente negato.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che il rilascio del visto ha attribuito al ricorrente il bene della vita perseguito e ha integralmente soddisfatto il petitum del ricorso. Le spese di lite sono state poste a carico del MAECI, quantificate in 1.000 euro oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato ove versato, in applicazione della soccombenza virtuale: il visto è stato rilasciato solo dopo la proposizione del ricorso. È stata inoltre disposta l'esecuzione della sentenza e l'oscuramento delle generalità della parte.
Norme richiamate
con il rilascio del visto, il ricorrente abbia conseguito il bene della vita cui aspirava instaurando il presente giudizio, che coincide integralmente con il petitum del gravame
La cessazione della materia del contendere ricorre quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione soddisfa integralmente la pretesa sostanziale dedotta, attribuendo il bene della vita coincidente con l'oggetto della domanda.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità
Consente l'oscuramento delle generalità della parte quando ciò sia necessario per tutelarne i diritti o la dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata
Richiamati quale fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- La materia del contendere cessa quando, durante il giudizio, l'amministrazione adotta un provvedimento che soddisfa integralmente la pretesa sostanziale azionata e attribuisce al ricorrente il bene della vita coincidente con il petitum.
- Quando il soddisfacimento della pretesa avviene soltanto dopo la proposizione del ricorso, le spese possono essere poste a carico dell'amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale, anche se il giudizio viene definito per cessazione della materia del contendere.
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