Cassazione Penale, Sentenza n. 25067/2024 del 25/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza che aveva confermato la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla P.G., denunciando violazione di legge e illogicità della motivazione ai sensi dell'art. 275, commi 1 e 2, c.p.p. Sostenevano che il Tribunale del Riesame aveva erratamente tratto l'adeguatezza della misura dalle modalità del fatto, non considerando che l'ordinanza genetica e la sentenza di primo grado avevano escluso le aggravanti; invocavano inoltre il principio di proporzionalità e la tenuità del fatto.
La decisione
La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili perché i motivi erano generici e non confrontavano le ragioni addotte dal Tribunale del Riesame a fondamento della decisione. Il Riesame aveva motivato la misura con la pianificazione del furto (approfittamento della pausa pranzo, conoscenza delle abitudini del personale) e con numerosi precedenti specifici dei ricorrenti, elementi che indicano carattere non occasionale dell'attività delittuosa. Per l'evidente inammissibilità, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Richiesto rispetto delle regole di motivazione delle decisioni cautelari; i ricorrenti hanno contestato la motivazione ma non hanno affrontato gli specifici argomenti del Tribunale del Riesame, rendendo la censura generica e inammissibile.
Consente la condanna alle spese e l'irrogazione di una somma alla Cassa delle ammende per ricorsi infondati o manifestamente inammissibili; applicata per la condanna di euro 3.000.
Giurisprudenza: Sez. U, n. 8825 del 27/10/2016, dep. 2017 (Galtelli, Rv. 268822 - 01)
Sez. U, n. 8825 del 27/10/2016, dep. 2017, Galtelli, Rv. 268822 - 01
Principio secondo cui il mancato specifico confronto con le ragioni poste a fondamento della decisione impugnata determina l'inammissibilità del ricorso per genericità delle censure.
Corte Costituzionale, n. 186 del 13.6.2000
Corte Costituzionale, n. 186 del 13.6.2000
Richiamata in relazione alla valutazione di colpa dei ricorrenti nella proposizione di impugnazioni manifestamente infondate o inammissibili, a supporto della condanna alla Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Un ricorso è inammissibile se non confronta puntualmente e specificamente le ragioni addotte dalla decisione impugnata: censure generiche non sono sufficienti.
- La presenza di elementi come pianificazione del fatto e precedenti specifici può giustificare misure cautelari anche quando alcune aggravanti sono state escluse in precedenti provvedimenti.
- La doglianza sulla tenuità del fatto o sulla proporzionalità della misura deve essere articolata con argomentazioni che contrastino le deduzioni fattuali del giudice di merito; non basta affermare la tenuità in modo generico.
- Per evitare sanzioni ex art. 616 c.p.p. è importante che l'impugnazione sia fondata, specifica e affronti tutte le argomentazioni rilevanti della decisione impugnata; altrimenti il ricorrente può essere condannato a pagare spese e una somma alla Cassa delle ammende.
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