Cassazione Penale, Sentenza n. 6746/2023 del 17/02/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello che li aveva ritenuti responsabili: Alessio Sanguedolce per tentato omicidio e per illegale detenzione/porto di arma, contestando la valutazione probatoria (perizia tecnica, intercettazioni, mancato rinvenimento di bossoli), la qualificazione del fatto (avrebbe dovuto essere reato di minaccia grave o atto intimidatorio), la configurazione della desistenza volontaria, il diniego delle attenuanti generiche e la determinazione della pena (anche in relazione agli aumenti per continuazione); Gerardo Costagliola ha censurato la ricostruzione del tentato sequestro di persona (durata, modus operandi, assenza delle chiavi, possibilità di usare altra autovettura) ritenendola inverosimile e suggerendo diverso movente (vendetta e non sequestro).
La decisione
La Corte di legittimità ha rigettato entrambi i ricorsi. Per Alessio Sanguedolce ha ritenuto provata la sussistenza del tentato omicidio sulla base delle immagini video che lo mostrano prelevare e puntare la pistola ad altezza d'uomo contro la vittima e delle registrazioni ambientali (parola di ammonimento a non sparare come indice della gravità dell'atto); l'assenza dell'espulsione del proiettile è stata attribuita a un malfunzionamento dell'arma e non evita la responsabilità né configura desistenza volontaria. La tesi dell'arma giocattolo è stata ritenuta congetturale e non supportata dagli elementi. Il diniego delle attenuanti e la determinazione della pena sono stati ritenuti congrui e adeguatamente motivati (con temperamento degli aumenti per continuazione). Per Gerardo Costagliola è stato confermato il tentato sequestro di persona e le lesioni: le immagini e le registrazioni dimostrano che la vittima fu percossa, trascinata e forzatamente introdotta in auto, e l'interruzione dell'evento si verificò per un accidente (mancata accensione per assenza chiavi) non riconducibile alla volontà degli aggressori; la brevità della privazione non esclude il tentato sequestro se vi furono atti idonei e univocamente diretti a privare la libertà personale. Entrambi i ricorsi sono stati quindi dichiarati infondati e rigettati.
Norme richiamate
Applicato per affermare che, sebbene l'evento non si sia consumato, gli atti compiuti erano idonei e univocamente diretti alla realizzazione dell'omicidio (animus necandi) e quindi integrano il tentativo
Ritenuto applicabile: il tentativo di sequestro si configura anche se la privazione della libertà dura solo pochi minuti, purché siano stati compiuti atti idonei e univocamente diretti alla privazione
Violenza privata (citato come alternativa)
Richiamato come norma alternativa che non si applica nella fattispecie, perché gli atti erano diretti a una privazione della libertà riconducibile al tentato sequestro
Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza (citato come alternativa)
Citato come alternativa non ritenuta dalla Corte, in quanto la fattispecie è stata correttamente inquadrata come tentato sequestro
Cumulo e aumento delle pene
Richiama il principio secondo cui il giudice deve individuare il reato più grave e motivare gli aumenti per i reati satellite; qui gli aumenti per continuazione sono stati calcolati e temperati e la motivazione è stata ritenuta adeguata in relazione alla modestia dell'entità
Massime di principio
- Puntare un'arma ad altezza d'uomo verso una persona che non può difendersi è azione idonea ad integrare il tentativo di omicidio se, valutata ex ante dalla posizione dell'agente, era concretamente idonea a causare la morte; il malfunzionamento dell'arma non annulla l'animus necandi
- La desistenza volontaria esclude il tentativo solo se l'agente interrompe volontariamente la condotta in modo efficace prima che si determinino atti univocamente diretti al reato; un evento fortuito che impedisca l'esecuzione non equivale a desistenza
- L'assenza di bossoli o la mancata esplosione del colpo non sono di per sé prova che l'arma fosse inoffensiva (giocattolo); la valutazione complessiva delle prove tecniche, audio-visive e testimoniali prevale su mere congetture difensive
- Per il tentato sequestro di persona non è necessario che la privazione della libertà duri a lungo: rilevano gli atti compiuti e la loro idoneità univoca a realizzare la privazione anche se l'evento si interrompe per cause indipendenti dalla volontà degli autori
- Le videoregistrazioni e le captazioni ambientali, se valutate nel loro insieme con perizie e dichiarazioni, possono costituire prova sufficiente dell'elemento soggettivo e dell'idoneità dell'azione
- Il diniego delle attenuanti generiche può essere motivato implicitamente purché la decisione di rigetto risulti logicamente coerente e fondata su adeguati elementi di valutazione; analogamente, gli aumenti per continuazione richiedono motivazione proporzionata alla loro entità
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