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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49576/2022 del 29/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Milano del 01/10/2021 che aveva emendato la disposizione della direzione della Casa di reclusione Milano Opera imponendo l'eliminazione della regola secondo cui i colloqui visivi e telefonici del detenuto sottoposto al regime 41-bis dovessero svolgersi a distanza di circa 30 giorni l'uno dall'altro. Il Ministero deduceva violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che la previsione dei circa 30 giorni discende dall'esercizio del potere discrezionale attribuito all'Amministrazione penitenziaria (art. 16, Circolare D.A.P. 2/10/2017 n. 3676/6126) e dal bilanciamento necessario tra diritto del detenuto ai colloqui e esigenze di controllo e sicurezza pubblica previste dall'art. 41-bis.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del Ministero, richiamando la giurisprudenza consolidata che ritiene legittima la disposizione amministrativa che prevede l'intervallo di circa 30 giorni tra colloqui per i detenuti 41-bis. Ha censurato l'errata applicazione operata dall'ordinanza impugnata, ha annullato l'ordinanza e ha disposto il rinvio al Tribunale di sorveglianza di Milano per un nuovo giudizio da svolgersi nel rispetto dei parametri giurisprudenziali indicati (bilanciamento tra diritto ai colloqui e esigenze di tutela della sicurezza).

Norme richiamate

  • art. 41-bis, Ord. pen.

    Il comma 2-quater, lett. b) attribuisce all'Amministrazione penitenziaria poteri discrezionali per disciplinare le modalita' di fruizione dei colloqui dei detenuti sottoposti al 41-bis, consentendo misure organizzative volte a tutelare la sicurezza pubblica bilanciando il mantenimento dei legami familiari.

  • Circolare D.A.P. 2 ottobre 2017, n. 3676/6126

    "Nel rispetto della calendarizzazione delle giornate dei colloqui da parte della Direzione, gli stessi saranno autorizzati e fruiti a distanza di circa 30 giorni"

    La circolare stabilisce una linea operativa secondo cui i colloqui per i detenuti 41-bis devono svolgersi a distanza di circa 30 giorni; la Corte ha ritenuto tale disposizione un esercizio legittimo del potere discrezionale amministrativo nel bilanciamento sicurezza/contatti familiari.

  • art. 15 e art. 18, comma 3, Ord. pen.

    Riconoscono il diritto fondamentale dei detenuti ai colloqui e al mantenimento della vita familiare nell'ambito del trattamento rieducativo; tuttavia la concretizzazione di tale diritto e' soggetta a regolamentazioni organizzative e a controllo giurisdizionale.

Massime di principio

  • Il diritto ai colloqui dei detenuti e' fondamentale ma la sua attuazione puo' essere disciplinata dall'Amministrazione penitenziaria mediante atti di carattere organizzativo; tali atti sono soggetti a sindacato giurisdizionale sulla legittimita' e ragionevolezza.
  • Per i detenuti sottoposti al regime 41-bis la previsione di intervalli di circa 30 giorni tra colloqui e' considerata dalla giurisprudenza consolidata un ragionevole bilanciamento tra esigenze di sicurezza e mantenimento dei legami familiari.
  • Il giudice di sorveglianza puo' correggere disposizioni amministrative solo se riscontra una sproporzione o irragionevolezza manifesta; la semplice compressione dell'interesse del detenuto non basta se l'atto amministrativo rientra nei limiti della discrezionalita' prevista dalla norma.
  • In situazioni analoghe occorre verificare sempre: a) la fonte normativa che legittima la misura (es. art. 41-bis / circolari operative); b) l'esistenza di un bilanciamento motivato tra diritto del detenuto e esigenze di sicurezza; c) se la misura risulti proporzionata e adeguatamente motivata.
  • Se un provvedimento amministrativo suscita contestazione, la Corte puo' annullarlo e rinviare il giudizio al giudice di merito per un nuovo esame conforme ai parametri giurisprudenziali (motivazione, bilanciamento e ragionevolezza).

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