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Cassazione Penale, Ordinanza n. 24623/2026 del 02/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione, proposto nell'interesse di un imputato già condannato in appello, deduceva: (1) vizio di motivazione per travisamento e omessa valutazione critica e argomentata delle prove, sostenendo che la Corte territoriale avesse trascurato deduzioni difensive e mal valutato il compendio probatorio; (2) violazione di legge per mancato riconoscimento della circostanza attenuante del fatto di speciale tenuità del danno patrimoniale ex art. 62, primo comma, n. 4, c.p., in relazione alla sottrazione di un veicolo. La Corte di cassazione ha rilevato che il primo motivo, oltre a riproporre censure già esaminate e respinte in appello, era diretto in sostanza a sollecitare una rivalutazione del merito, preclusa in sede di legittimità. Quanto al secondo motivo, lo ha ritenuto manifestamente infondato e reiterativo di doglianze di fatto già disattese dalla Corte d'appello, la quale aveva valorizzato il non modesto valore economico del veicolo e i pregiudizi anche non patrimoniali derivanti dalla sua sottrazione.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto il primo motivo non consentito in cassazione perché privo di specificità e volto a contestare il ragionamento probatorio del giudice di merito; ha ritenuto il secondo motivo manifestamente infondato perché la Corte d'appello aveva già adeguatamente escluso la speciale tenuità del danno. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648-bis c.p.

    È il reato per il quale è stata confermata la responsabilità dell'imputato in appello; la Cassazione non entra nel merito della configurazione, ma ne presuppone la sussistenza nel giudizio impugnato.

  • art. 62, primo comma, n. 4, c.p.

    La circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità non è stata riconosciuta perché il valore del bene sottratto non era modesto e dalla sottrazione derivavano anche pregiudizi non patrimoniali.

  • Sez. U, n. 47289 del 24/09/2003, Petrella, Rv. 226074

    Il controllo di legittimità è limitato a verificare l'esistenza di un logico apparato argomentativo, senza possibilità di sindacare la corrispondenza della motivazione alle acquisizioni processuali.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito trasformare la censura di vizio di motivazione in una richiesta di nuova valutazione del compendio probatorio: il sindacato della Cassazione è limitato alla verifica della coerenza logica e giuridica della motivazione.
  • Un motivo di ricorso è inammissibile quando si limita a riprodurre censure già esaminate e respinte dal giudice di merito, senza confrontarsi specificamente con la ratio decidendi della sentenza impugnata.
  • La doglianza sulla mancata applicazione dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità richiede di confrontarsi con tutti gli elementi valorizzati dal giudice di merito, compreso il valore economico del bene e gli ulteriori pregiudizi derivanti dal fatto.
  • Quando la motivazione della sentenza di appello esclude in modo congruo la speciale tenuità del danno, la censura di violazione di legge che riproponga solo valutazioni fattuali contrarie è manifestamente infondata.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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