Cassazione Penale, Sentenza n. 34225/2025 del 20/10/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per rapina impropria consumata aggravata, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Ha proposto tre motivi: (1) violazione di legge in relazione all'art. 56 c.p. sostenendo che la rapina impropria fosse tentata e non consumata; (2) violazione di legge per mancata applicazione dell'attenuante comune di cui all'art. 62 n. 4 c.p., avendo riguardo alle caratteristiche complessive del fatto; (3) mancata applicazione della stessa attenuante per il modesto valore intrinseco del bene sottratto (portafoglio del valore di circa 100 euro). I fatti di causa sono lo sfilamento del portafoglio dalla tasca di un passeggero su un autobus, la resistenza agli agenti e il tentativo di occultare il portafoglio.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte di legittimità ha ritenuto il primo motivo reiterativo e manifestamente infondato: i giudici di merito correttamente hanno qualificato la condotta come rapina impropria consumata perché la sottrazione della "res" si era effettivamente realizzata (il portafoglio era stato asportato e occultato) e successivamente l'imputato aveva usato violenza per garantirsi l'impunità. I secondi e terzo motivi sono stati ritenuti inammissibili perché la Corte di merito ha motivato congruamente l'esclusione dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 4 c.p., considerando il valore di circa 100 euro non "irrisorio" alla luce della giurisprudenza di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende. Decisione emessa il 10/07/2025.
Norme richiamate
Norma sull'"attempto" (tentativo): la Corte ricorda che il tentativo si configura quando l'azione tipica non si compie per cause indipendenti dalla volontà dell'agente. È stata richiamata per distinguere tentativo e consumazione nella rapina impropria.
art. 628 c.p., comma 2 (rapina impropria)
La Corte interpreta la norma secondo la giurisprudenza delle Sezioni Unite: nella rapina impropria la consumazione può dirsi avvenuta anche senza il pieno possesso della cosa da parte dell'agente, purché sia avvenuta la sottrazione e si sia usata violenza o minaccia per garantirsi il possesso o l'impunità.
Attenuante del "modesto valore". La Corte ha ritenuto che non fosse applicabile perché il valore del bene (circa 100 euro) è stato considerato non irrilevante in base ai parametri ermeneutici e giurisprudenziali richiamati.
Sez. U, Sentenza n. 34952 del 19/04/2012 (Reina)
Sez. U, Sentenza n. 34952 del 19/04/2012, Rv. 253153
Principio secondo cui il tentativo di rapina impropria si configura quando, dopo atti idonei alla sottrazione non portati a compimento per cause esterne, si adoperi violenza o minaccia per assicurarsi l'impunità. Richiamata per precisare il discrimine tra tentativo e consumazione.
Sez. 2, Sentenza n. 35134 del 25/03/2022
Sez. 2, n. 35134 del 25/03/2022, Rv. 283847
Conferma che il tentativo di rapina impropria è possibile solo quando gli atti idonei diretti a sottrarre la cosa non si realizzano per cause esterne; citata per supportare la qualificazione del fatto come consumato solo se la sottrazione si è concretamente verificata.
Sez. 2, Sentenza n. 11135 del 22/02/2017
Sez. 2, n. 11135 del 22/02/2017, Rv. 269858
Giurisprudenza che considera sufficiente per la consumazione della rapina impropria la sottrazione della cosa unita alla successiva violenza per l'impunità, anche se il possesso pieno non è l'evento fondamentale del reato.
Sez. U, Sentenza n. 42124 del 27/06/2024
Sez. U, n. 42124 del 27/06/2024, Rv. 287095
Determinazione dei parametri per l'applicabilità dell'attenuante del modesto valore: la Corte ha ritenuto che valori economici come quello contestato (circa 100 euro) possano non essere automaticamente considerati "modesti" e che la valutazione vada fatta in concreto; richiamata per escludere l'attenuante nel caso di specie.
Massime di principio
- La rapina impropria si considera consumata quando la sottrazione della cosa si è effettivamente realizzata al punto che l'avente diritto ha perduto il controllo, e successivamente viene esercitata violenza o minaccia per assicurarsi il possesso o l'impunità.
- Il tentativo di rapina impropria opera solo se gli atti idonei alla sottrazione non si concretizzano per cause indipendenti dalla volontà dell'agente e questi poi adoperi violenza o minaccia per garantirsi l'impunità.
- L'attenuante per modesto valore (art. 62 n. 4 c.p.) non si applica automaticamente per il basso valore oggettivo del bene: la valutazione è concreta e può escludere l'attenuante quando il valore non sia ritenuto irrilevante alla luce delle circostanze.
- Motivi che riproducono doglianze già esaminate in sede di merito e superate risultano inammissibili per reiterazione in Cassazione.
- La giurisprudenza di legittimità, specie le Sezioni Unite, fornisce i criteri ermeneutici per distinguere tentativo e consumazione nella rapina impropria: i tribunali devono motivare la qualificazione alla luce di tali principi.
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