Ordinanza n. 3918/2026 - Roma, Sezione 1
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, della determinazione dirigenziale di Roma Capitale - Dipartimento Valorizzazione del Patrimonio e Politiche Abitative - Direzione Valorizzazione Economica e Sociale, numero repertorio -OMISSIS- del 9.6.2026, numero protocollo -OMISSIS- del 9.6.2026, avente ad oggetto “Accesso e sgombero per la riacquisizione delle porzioni immobiliari attualmente occupate senza titolo dalla società -OMISSIS-, all’interno del compendio immobiliare denominato -OMISSIS-, identificate catastalmente al Foglio-OMISSIS- (all’interno edificio A), iscritto nell’inventario del patrimonio capitolino alla categoria A (Bene Demaniale) con matricola-OMISSIS-”, notificata via P.E.C. in data 10.6.2026; di ogni altro atto e/o provvedimento al predetto antecedente, presupposto, connesso e/o conseguenziale, anche di estremi e contenuto non conosciuti."
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: determinazione dirigenziale di Roma Capitale recante accesso e sgombero per la riacquisizione di porzioni immobiliari occupate senza titolo
Esito
Favorevole al resistente (ente proprietario)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, la determinazione dirigenziale con cui Roma Capitale ha disposto l’accesso e lo sgombero delle porzioni immobiliari occupate senza titolo all’interno di un compendio appartenente al patrimonio capitolino. Dal testo non risultano articolati specifici motivi di ricorso; la domanda cautelare è stata valutata alla luce della dedotta illegittimità dell’atto e della richiesta di sospenderne l’efficacia. Il giudice ha ritenuto sussistente la propria giurisdizione e competenza.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare ai sensi dell’art. 55 c.p.a., ritenendo che il ricorso non presentasse profili di prospettica fondatezza. La valutazione cautelare si fonda sulla risalente occupazione sine titulo del bene da parte della società, iniziata nel giugno 2024, sul corretto esercizio del potere di autotutela da parte di Roma Capitale quale titolare del bene, sull’assenza di un accordo per la prosecuzione dell’occupazione e sulla necessità dell’amministrazione di riacquisire rapidamente la disponibilità dell’immobile. Il TAR ha inoltre considerato che la società non poteva, allo stato, esercitare la propria attività, poiché il relativo titolo autorizzatorio era stato revocato. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate tra le parti.
Norme richiamate
La domanda cautelare è stata respinta perché il ricorso non presentava profili di prospettica fondatezza; il giudice ha inoltre valutato le circostanze relative all’occupazione senza titolo, all’autotutela comunale e al bilanciamento degli interessi connessi alla disponibilità dell’immobile.
Massime di principio
- In sede cautelare, la risalente occupazione senza titolo di un bene pubblico costituisce elemento contrario alla prospettica fondatezza della domanda di sospensione dell’atto con cui l’amministrazione proprietaria dispone la riacquisizione e lo sgombero del bene.
- L’amministrazione titolare di un bene pubblico può esercitare il potere di autotutela volto a riacquisirne la disponibilità quando l’occupazione privata sia priva di titolo e non vi sia accordo sulla sua prosecuzione.
- Nel bilanciamento cautelare degli interessi, la necessità dell’amministrazione di riacquisire rapidamente la disponibilità di un immobile può prevalere sull’interesse del privato alla permanenza nell’occupazione senza titolo, soprattutto quando il titolo autorizzatorio per l’attività esercitata sia stato revocato.
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