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Sentenza

Sentenza n. 3241/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, Sezione Quinta Ter, n. 7317/2025, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202505820

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio, Sez. V ter, n. 7317/2025, relativa al riconoscimento dei certificati bianchi per annualità successive al 2016

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La società appellante aveva contestato la sentenza del TAR Lazio concernente il mancato riconoscimento, da parte del GSE, dei certificati bianchi relativi agli anni successivi al 2016 per un’unità di cogenerazione. Nel corso del giudizio, la società ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rappresentando di avere ottenuto la piena soddisfazione delle proprie pretese in conseguenza della sentenza del Consiglio di Stato n. 5864 del 7 luglio 2025, che aveva riconosciuto i certificati per l’anno 2016. In esecuzione di tale pronuncia, il GSE ha esteso il riconoscimento anche agli anni successivi oggetto dell’appello e di altri giudizi contestuali, approvando una convenzione relativa all’unità CK69 denominata Chiampo Motore Cogenerativo, accettata dalla società.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che l’amministrazione avesse integralmente soddisfatto le pretese della società appellante. In particolare, il GSE, dando esecuzione alla precedente sentenza del Consiglio di Stato n. 5864/2025, non si è limitato a riconoscere i certificati bianchi per l’anno 2016, ma li ha riconosciuti anche per le annualità successive oggetto del giudizio, mediante l’approvazione di una convenzione accettata dalla società. Le spese di lite sono state compensate per la peculiarità, novità e complessità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Il testo richiama la disposizione senza riportarne il contenuto.

    La disposizione è stata applicata per dichiarare la cessazione della materia del contendere a seguito della piena soddisfazione delle pretese della parte appellante.

  • art. 38 c.p.a.

    Il testo richiama la disposizione senza riportarne il contenuto.

    Richiamato unitamente all’art. 34, comma 5, c.p.a., nell’ambito della definizione del giudizio.

  • art. 4 D.M. [non ulteriormente identificato nel testo]

    numero di Certificati Bianchi commisurato al risparmio di energia primario realizzato in ciascun anno di validità della presente convenzione

    La convenzione approvata dal GSE richiama tale disposizione quale base per il riconoscimento dei certificati bianchi all’operatore che ne faccia richiesta.

Massime di principio

  • La materia del contendere deve essere dichiarata cessata quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione adotta atti idonei a soddisfare integralmente la pretesa sostanziale dedotta dalla parte ricorrente o appellante, rendendo non più attuale l’interesse alla decisione.
  • L’esecuzione di una pronuncia giurisdizionale può determinare la cessazione della materia del contendere anche quando l’amministrazione, oltre a conformarsi direttamente al contenuto della decisione, estenda gli effetti favorevoli alle ulteriori annualità o posizioni oggetto del giudizio, purché la soddisfazione della pretesa sia piena e accettata dall’interessato.
  • La compensazione delle spese può essere disposta per giuste ragioni di equità quando la controversia presenti peculiarità, novità e complessità tali da rendere non appropriata l’imputazione integrale delle spese a una delle parti.

Come è indicizzato

MaterieIncentivi energeticiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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